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Elettrico: il futuro è ADESSO!

Christian Cavaciuti
di Christian Cavaciuti il 26/08/2021 in Moto & Scooter
Elettrico: il futuro è ADESSO!
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La scelta fatta con la mobilità elettrica è irreversibile e cambierà il panorama delle nostre città e delle nostre industrie. Chi si farà trovare pronto?

“Il momento decisivo per una scelta consapevole si ha soltanto durante la fase di transizione da un modo di produzione a un altro. Dopo che una società ha scelto una strategia tecnologica ed ecologica per risolvere il problema dell’efficienza declinante, può essere impossibile per un lungo periodo modificare le conseguenze di una scelta poco intelligente”.

Quasi 50 anni dopo essere state scritte, le parole dell’antropologo statunitense Marvin Harris suonano perfette per i nostri giorni. La scelta per la mobilità del futuro è stata fatta: l’Unione Europea ha bandito tutti i veicoli a combustione interna, compresi gli ibridi, dal 2035. Per decenni si è tentennato sul metano, i biocombustibili, l’idrogeno; poi Tesla ha cambiato praticamente da sola l’opinione del mondo sull’auto elettrica e ora l’auto elettrica ha vinto, spinta dalla crescente consapevolezza della gravità della crisi climatica.

Si tratta di una scelta intelligente o poco intelligente? Il dibattito è aperto; personalmente ho dei dubbi sulle modalità della transizione all’elettrico, che promette miracoli tutti da verificare. Per carità, qualcosa contro l’effetto serra andava fatto e anche urgentemente, e la mobilità elettrica è alla fine il tassello inevitabile di una mutazione ben più ampia, necessaria per raggiungere obiettivi ambiziosissimi nel tentativo di mitigare (mitigare, non evitare) i cambiamenti climatici. Un tentativo che cambierà le forme di produzione di energia, i distretti industriali, gli impieghi.

L’industria dell’auto si sta riconvertendo all’elettrico con investimenti così grandi da trainare una campagna di mega-fusioni planetarie. In Europa è stata ancora una volta la Germania ad assumersi il ruolo di locomotiva: BMW, Mercedes e Volkswagen hanno scommesso sulla motorizzazione elettrica di massa per prime e in modo irreversibile; e le imprese italiane, che prosperano fornendo quelle tedesche, dovranno adeguarsi alla svelta (purtroppo il PNRR pare non essersene accorto). Intanto il 2035 è già alle porte, poco dopo avremo rottamato anche i veicoli a motore esistenti e i distributori inizieranno a scomparire, come fecero negli Anni 90 le colonnine per la miscela delle moto.

Giusto: e le moto? Anche stavolta andranno al traino. Quando la tecnologia delle batterie e l’infrastruttura di ricarica saranno consolidate, non ci sarà più posto per i motori a benzina nemmeno sulle moto. Il 2035 è dopodomani anche per noi, e sebbene il mercato delle due ruote stia crescendo a doppia cifra, i manager più avveduti iniziano a preoccuparsi: qualcuno sta esplorando il terreno delle bici elettriche, ma la moto del futuro è ancora tutta da inventare. Chi si farà trovare pronto?

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