Attualità
Incidenti in città: perché il rischio sta ancora aumentando
Nel 2024 in Italia 3.030 morti sulle strade. Incidenti in crescita e nuove analisi su città, IA e rischio urbano
Sulla carta il numero di morti sulle strade italiane è praticamente stabile: 3.030 nel 2024, solo 9 in meno rispetto al 2023. Ma il resto della situazione peggiora. Gli incidenti con lesioni alle persone salgono a 173.364 (+4,1%), i feriti a 233.853 (+4,1%). Il costo complessivo della strage? Circa 20 miliardi di euro l'anno considerando vite umane, sanità, danni materiali, perdita di produttività.
La cattiva notizia per chi guida moto e scooter è che il problema si concentra dove loro circolano più spesso: il 73% degli incidenti avviene in zone urbane, dove si concentra anche il 69% dei feriti. Sono i numeri del rapporto The Urban Mobility Council (TUMC), think tank promosso da Unipol, presentato a giugno al Forum sulla sicurezza stradale.
La IA per prevedere gli incidenti
Il Politecnico di Milano ha sviluppato RoadSafeAI 2.0, un sistema che cambia approccio rispetto alla tradizione: invece di analizzare gli incidenti già avvenuti, prevede quelli futuri. Utilizza milioni di dati telematici dai veicoli, informazioni sul traffico e caratteristiche della rete stradale per stimare il livello di rischio nelle diverse aree urbane.
L'innovazione principale è l'integrazione della variabile traffico. Il sistema non produce una fotografia statica ma mappe dinamiche che mostrano come la pericolosità cambia nelle diverse condizioni di circolazione e nei momenti della giornata. È stato testato a Milano e Genova, con risultati promettenti: riesce a prevedere il rischio anche in zone senza dati telematici, sfruttando immagini delle mappe OpenStreetMap. Su Napoli, il margine di errore è stato solo del 5-6%.
Per amministrazioni pubbliche e operatori della mobilità, il sistema rappresenta uno strumento decisionale nuovo per individuare le priorità di intervento.
Strade larghe, comportamenti aggressivi
Il MIT Senseable City Lab ha analizzato milioni di "harsh events" (brusche frenate, sterzate, accelerazioni) registrati in Milano attraverso i dati telematici. La ricerca ha scoperto qualcosa di non scontato: il rischio non è distribuito uniformemente in città, e il volume di traffico non è l'unico fattore determinante.
Il design urbano influisce direttamente sulla sicurezza stradale. Strade più larghe e aperte tendono a favorire comportamenti di guida più aggressivi, mentre contesti urbani più densi e raccolti risultano associati a livelli inferiori di rischio. Le piste ciclabili fisicamente separate correlavano con maggiore sicurezza, mentre le corsie semplicemente tracciate mostravano rischi più elevati nelle aree circostanti.
Lo studio propone un approccio "data-driven" alla progettazione degli spazi urbani, che permetta di identificare preventivamente gli hotspot di rischio e orientare interventi mirati di redesign urbano, andando oltre la pianificazione basata solo su incidenti storici o gestione dei flussi.
Todt: "Incidenti una pandemia silenziosa"
La centralità del tema sicurezza stradale si riflette negli accordi annunciati. È in via di formalizzazione una partnership con Jean Todt, Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Sicurezza Stradale. "Gli incidenti stradali rappresentano una pandemia silenziosa globale", ha dichiarato Todt. "Affrontare questa crisi richiede determinazione".
È in via di finalizzazione anche un protocollo d'intesa con la Polizia Stradale, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per iniziative congiunte di sensibilizzazione.
La sicurezza stradale del futuro sarà sempre più fondata sull'integrazione tra infrastrutture intelligenti, veicoli connessi, dati e comportamenti responsabili. Per questo serve accelerare la costruzione di un ecosistema nazionale basato sulla diffusione delle tecnologie di prevenzione a bordo dei veicoli e nelle infrastrutture, sulla valorizzazione dei dati come bene collettivo e sulla formazione delle nuove generazioni.
Sono numeri e strategie che riguardano direttamente chi guida moto e scooter, specie nelle città italiane dove il rischio è più alto.
ufficiali di Dueruote
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