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Il lato invisibile dei sensori degli pneumatici: il rischio che non conosci
I sensori TPMS possono essere usati per tracciare veicoli senza GPS: ecco cosa rivela uno studio europeo sulla privacy
Potrebbe sembrare una trama da film di spionaggio, invece è la realtà. I sensori di pressione degli pneumatici potrebbero essere usati per monitorare i movimenti degli utenti. È il risultato a cui è giunto uno studio condotto dai ricercatori dell’IMDEA Networks Institute, in collaborazione con alcune Università spagnole. In sole 10 settimane, sono riusciti a raccogliere i dati di movimento di oltre 20.000 veicoli.
Il rischio per la privacy non deriva da un GPS nascosto nelle ruote, ma dal modo in cui funzionano i sistemi TPMS (Tyre Pressure Monitoring System) di tipo diretto. I sensori di pressione all’interno degli pneumatici comunicano con la centralina dell’auto o della moto tramite segnali radio (di solito a 315 o 433 MHz).
Ogni sensore trasmette un codice identificativo (ID) univoco a 32 bit per evitare confusione tra veicoli vicini. Nella maggior parte dei casi, questi identificativi vengono trasmessi “in chiaro”, senza cifratura.