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Magri: "Con la zona rossa la tenuta del settore è a rischio"

Marco Gentili
di Marco Gentili il 08/03/2020 in Attualità
Magri: "Con la zona rossa la tenuta del settore è a rischio"
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Il presidente di ANCMA: "Finora il comparto sta reggendo bene, anzi è in controtendenza. Ma l'estensione dei provvedimenti restrittivi rischia di mettere a repentaglio anche grandi aziende estere"

Il decreto della presidenza del consiglio dei ministri che fa della Lombardia e di altre 14 province tra Emilia, Piemonte e Veneto una grande zona rossa, si riflette inevitabilmente anche sul settore delle due ruote. Abbiamo parlato delle possibili ripercussioni con Paolo Magri, presidente di ANCMA (associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori).

Magri, come sta reagendo il settore al Coronavirus?

"Al momento bene. Dopo un febbraio positivo e in crescita dal punto di vista delle immatricolazioni, stiamo assistendo a un inizio marzo ancora positivo, in controtendenza al mercato dell'auto che accusa maggiormente questo momento".

Come si valutano questi dati?

"Bisogna stare molto attenti, perché l'impatto del Coronavirus probabilmente deve ancora arrivare e non impatterà sul settore nel brevissimo periodo. Possiamo ipotizzare che questo continuo aumento delle immatricolazioni sia un riflesso della paura da Coronavirus: è probabile che la gente veda la mobilità individuale su due ruote come un'alternativa igienica e sicura rispetto ai mezzi di trasporto pubblico".

 

TIMORI PER GLI STOCK

Finora il Coronavirus ha avuto un impatto sulle aziende associate?

"Stiamo raccogliendo le indicazioni da parte dei soci. I timori riguardano problemi legati allo stock di fornitura: ogni azienda di solito ha uno-due mesi di autonomia per quello che riguarda componenti che arrivano via nave dall'estremo oriente. Se la situazione in Cina non dovesse normalizzarsi a breve, i rischi sono elevatissimi per tutti".

E l'estensione della zona rossa?

"Limitare la mobilità delle persone, penso ai dipendenti delle aziende manifatturiere del settore, potrebbe riflettersi in una diminizione della produzione. E colpire la Lombardia significa dare una mazzata a una regione che, da sola, rifornisce di componenti le maggiori aziende tedesche e austriache. Penso alle ripercussioni, tanto per fare un esempio, che potrebbe avere KTM se Acerbis (che le fornisce la totalità dei serbatoi) va in difficoltà o non riesce a rifornire. Stesso discorso si potrebbe fare per BMW e molti altri. Le moto che si producono del mondo hanno un'altissima percentuale di Italia all'interno".

Preoccupato per la circolazione delle merci?

"Le prime indicazioni che abbiamo parlano di una circolazione delle merci su gomma che dovrebbe essere garantita in entrata e in uscita dalla zona rossa. Però non nascondo che seguiremo da vicino tutta l'evoluzione della situazione".

Se il settore dovesse andare in sofferenza, cosa farete?

"Non possiamo permetterci che il settore vada in crisi. Vede, è come un volano: magari la crisi è già arrivata, ma il volano continua ancora a girare per inerzia e non riusciamo ancora a sentirla. Dobbiamo impedire che questo volano rallenti o si fermi. E contiamo sull'aiuto del governo, affinché sostenga le attività produttive". 

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Cristian Lancellotti

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