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Poco mercato, tanta industria

di Riccardo Matesic il 05/05/2014 in Attualità

È il paradosso dell'Italia, dove la crisi ha fatto crollare le immatricolazioni (ora fortunatamente tornate a salire), ma dove un'industria di fortissima tradizione continua a esportare con tangibili vantaggi economici per il Paese

In Italia l'industria delle due ruote è viva e vegeta, produce molte moto di pregio, contribuisce al bilancio dello Stato e occupa molte persone. Tutto va bene? No, non esageriamo. La crisi c'è anche da noi e, volenti o nolenti, la percepiamo tutti.
Però è vero che la fortissima tradizione motociclistica del nostro Paese ci sta aiutando non poco a restare a galla. E se il mondo politico e amministrativo prendesse atto finalmente di certi innegabili vantaggi per la mobilità e l'inquinamento offerti dal mezzo a due ruote, molto di più si potrebbe fare.
È questa probabilmente la sintesi più importante di quanto emerso al Forum Mondiale delle 2 ruote, organizzato nei giorni scorsi a Milano per festeggiare i 100 anni di EICMA, il Salone del Ciclo e Motociclo.
I dati europei degli ultimi cinque anni sono agghiaccianti. La produzione di mezzi a motore a due ruote nel mondo è cresciuta del 39%. La doccia fredda però è che contemporaneamente è calata del 59% nei paesi occidentali, del 54% in Europa e del 52% in Italia.
Tirano molto i mercati emergenti, che vengono indicati come l'eldorado del futuro. Del resto, cosa si potrebbe dire di differente, a fronte di un calo delle immatricolazioni in Italia del 67% fra il 2007 e il 2013? Non resta che buttarsi a Oriente.

La buona notizia
Il Worldwide 2 Wheels Forum è stato l'occasione per presentare una ricerca internazionale sul "valore delle due ruote", realizzata da Eicma in collaborazione con The European House Ambrosetti. Ed è proprio da qui che è emerso l'aspetto positivo e incoraggiante di cui parlavamo in apertura.
Se la bilancia commerciale europea nel settore moto registra un passivo di 4,7 miliardi di euro nel 2013, quella italiana è in attivo per 1 miliardo! Merito delle forti esportazioni delle nostre industrie, che negli ultimi 20 anni hanno consegnato al paese Italia un plusvalore di 16,3 miliardi di euro.
Con 53.000 occupati, un totale di moto vendute ogni anno per un valore medio di circa 1 miliardo; con un valore di utilizzo del parco circolante di 11,2 miliardi, il settore della moto ogni anno porta all'erario italiano un totale di 3,6 miliardi di euro.
Poi ci sono gli altri vantaggi. Calcolando la diffusione di moto e scooter e l'uso medio che se ne fa, lo studio conclude che ogni anno le due ruote fanno risparmiare 72,8 milioni di giorni, per un valore di 2,5 miliardi di euro. E 2,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica in meno nell'aria.
Eccolo il nostro "tesoretto". E hanno ragione quelli di EICMA a puntare su queste informazioni: il mezzo a due ruote, moto, scooter, ciclomotore o anche bici che sia, merita più attenzione e spazio.
Proprio per questo in futuro si cercherà di recuperare anche i giovani, che oggi appaiono poco interessati al motorino già dai 14 anni. A riguardo i costruttori hanno commissionato uno studio specifico a Sevendots, e presto verranno messe in campo azioni mirate proprio al coinvolgimento dei ragazzi.

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  • monomille2419
    piu' importanza alle moto. - cercare di incentivare da parte dello stato le aziende che producono moto, E cosi' facendo si da' una spinta a far ripartire l'economia forte,
  • BenNick
    priorita' - bisogna recuperare i giovani e' proprio vero, ma non perche' questi non vogliano il motorino, piuttosto e' una questione di priorita' economiche, che tuttavia possono essere smussate promuovendo agevolazioni fiscali. ben venga in questo senso l'esempio della lombardia che promuove l'uso del ciclomotore esentandolo dal bollo, questo si' che puo dare un segnale e rinfrescare un po' il mercato