Attualità
L'ANCMA contro il caro-polizza
I costruttori di moto chiedono una commissione sulle assicurazioni per veicoli a due ruote. Una proposta che potrebbe aiutare a rifondare lo scellerato meccanismo dei risarcimenti, che da anni danneggia il sistema.
Confindustria ANCMA ha chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico la creazione di una commissione permanente che si occupi di assicurazioni per le moto.
I costruttori ritengono infatti che il problema del caro-polizza per i mezzi a due ruote sia tanto grave da non poter essere affrontato nella commissione già proposta per seguire le tematiche dell'assicurazione per la circolazione di veicoli. Meglio un organismo più specifico, dove si parli espressamente di moto.
Il motivo è nel fatto -scrive l'ANCMA in un comunicato- che i costi assicurativi rappresentano la principale ragione di non acquisto di una moto, con conseguenze devastanti per un mercato già messo in ginocchio dalle difficoltà della crisi. Senza contare l'alta percentuale dei veicoli che circolano privi di assicurazione, con grave rischio per tutti.
Per questo i costruttori ritengono che l'attuale legislatura sia l'ultima occasione per intervenire e far ripartire il mercato motociclistico.
Da parte nostra crediamo che l'istituzione di una commissione dove si parli di assicurazioni moto sarebbe sicuramente un fatto positivo, perché potrebbe dare un grosso contributo a sbloccare il problema grave del caro-polizze.
Ne abbiamo parlato qui su Dueruote già da molto tempo. Il nodo è lo scellerato sistema dei forfait con i quali le compagnie si rimborsano fra loro i sinistri pagati. Se per risarcimenti al di sotto dei 5000 euro una compagnia prende automaticamente una cifra variabile da 4079 a 3455 euro, indipendentemente da quanto ha effettivamente corrisposto al suo assicurato danneggiato, che interesse potrà avere a combattere le piccole frodi? Nessuno. Anzi, pagare un sinistro da 500 euro gonfiato a 1500-2000 sarà sempre un buon affare... per la compagnia!
Ecco, il motivo principale del caro-polizze è in questo sistema folle. E di mezzo, è chiaro, c'è anche un'incidenza molto forte delle truffe. Cosa che pagano gli assicurati onesti, che con i loro premi debbono farsi carico del loro rischio e dei guadagni illeciti degli altri.
La corda s'è rotta, lo scriviamo da tempo, e non bastano le contenute riduzioni di premio che abbiamo riscontrato quest'anno con la nostra inchiesta sulle assicurazioni moto.
Serve una revisione del Codice delle Assicurazioni, cosa di cui in maniera non ufficiale nell'ambiente si parla. E poi, una volta risolte le disfunzioni del sistema, servirà una campagna di pacificazione fra gli assicuratori e gli assicurati esasperati. Perché buona parte degli attuali sinistri gonfiati, messi in atto anche da "onesti" padri di famiglia, avvengono perché il truffatore si sente legittimato dalla convinzione di essere stato sin troppo spremuto dalle compagnie.
Il motivo è nel fatto -scrive l'ANCMA in un comunicato- che i costi assicurativi rappresentano la principale ragione di non acquisto di una moto, con conseguenze devastanti per un mercato già messo in ginocchio dalle difficoltà della crisi. Senza contare l'alta percentuale dei veicoli che circolano privi di assicurazione, con grave rischio per tutti.
Per questo i costruttori ritengono che l'attuale legislatura sia l'ultima occasione per intervenire e far ripartire il mercato motociclistico.
Da parte nostra crediamo che l'istituzione di una commissione dove si parli di assicurazioni moto sarebbe sicuramente un fatto positivo, perché potrebbe dare un grosso contributo a sbloccare il problema grave del caro-polizze.
Ne abbiamo parlato qui su Dueruote già da molto tempo. Il nodo è lo scellerato sistema dei forfait con i quali le compagnie si rimborsano fra loro i sinistri pagati. Se per risarcimenti al di sotto dei 5000 euro una compagnia prende automaticamente una cifra variabile da 4079 a 3455 euro, indipendentemente da quanto ha effettivamente corrisposto al suo assicurato danneggiato, che interesse potrà avere a combattere le piccole frodi? Nessuno. Anzi, pagare un sinistro da 500 euro gonfiato a 1500-2000 sarà sempre un buon affare... per la compagnia!
Ecco, il motivo principale del caro-polizze è in questo sistema folle. E di mezzo, è chiaro, c'è anche un'incidenza molto forte delle truffe. Cosa che pagano gli assicurati onesti, che con i loro premi debbono farsi carico del loro rischio e dei guadagni illeciti degli altri.
La corda s'è rotta, lo scriviamo da tempo, e non bastano le contenute riduzioni di premio che abbiamo riscontrato quest'anno con la nostra inchiesta sulle assicurazioni moto.
Serve una revisione del Codice delle Assicurazioni, cosa di cui in maniera non ufficiale nell'ambiente si parla. E poi, una volta risolte le disfunzioni del sistema, servirà una campagna di pacificazione fra gli assicuratori e gli assicurati esasperati. Perché buona parte degli attuali sinistri gonfiati, messi in atto anche da "onesti" padri di famiglia, avvengono perché il truffatore si sente legittimato dalla convinzione di essere stato sin troppo spremuto dalle compagnie.