Attualità
Sorpresa: gli incidenti sono in calo!
L'ASAPS ha rielaborato le statistiche dell'incidentalità, scoprendo che i motociclisti italiani stanno riducendo rapidamente la loro quota di caduti sulla strada. Un segnale positivo, che fa ben sperare per il futuro...
Contrordine: gli incidenti dei motociclisti sono in calo! Negli ultimi cinque anni,ovvero dal 2007 al 2011, i "bikers" che hanno perso la vita su strada sono calati del 29,3%; contro il 24,8% della media nazionale. La nostra categoria ha fatto dunque segnare una riduzione più marcata rispetto agli automobilisti e ai guidatori di altri veicoli.
No, non sono usciti nuovi dati. Più semplicemente l'ASAPS (l'Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) ha fatto un'elaborazione accurata delle statistiche diffuse dall'ISTAT, scoprendo quello che era sfuggito a tutti. Anche se noi, già nel 2008, avevamo segnalato che gli incidenti del week end erano in calo.
Rimangono ovviamente le negatività che abbiamo sottolineato nello scorso mese di novembre, quando ACI e ISTAT hanno diffuso le statistiche sull'incidentalità del 2011. In particolare il fatto che la moto generi il 29% del totale dei morti sulla strada, pur con un parco circolante che non arriva al 21% e una quota di mobilità inferiore al 4% del totale dei chilometri percorsi. E sono gli stessi dell'ASAPS a gettare acqua sul fuoco, ricordando che nei 5 anni di crisi sicuramente le percorrenze si sono ridotte, riducendo anche l'incidentalità.
Da parte nostra resta la soddisfazione nel dare questa notizia. Perché anche i motociclisti hanno dimostrato di recepire le campagne di sensibilizzazione alla sicurezza stradale, e di essere capaci di cambiare i loro comportamenti alla guida. Ora bisogna continuare così, creando una classe di appassionati e di utilizzatori del mezzo a due ruote sempre più consapevoli e coinvolti.
Rimangono ovviamente le negatività che abbiamo sottolineato nello scorso mese di novembre, quando ACI e ISTAT hanno diffuso le statistiche sull'incidentalità del 2011. In particolare il fatto che la moto generi il 29% del totale dei morti sulla strada, pur con un parco circolante che non arriva al 21% e una quota di mobilità inferiore al 4% del totale dei chilometri percorsi. E sono gli stessi dell'ASAPS a gettare acqua sul fuoco, ricordando che nei 5 anni di crisi sicuramente le percorrenze si sono ridotte, riducendo anche l'incidentalità.
Da parte nostra resta la soddisfazione nel dare questa notizia. Perché anche i motociclisti hanno dimostrato di recepire le campagne di sensibilizzazione alla sicurezza stradale, e di essere capaci di cambiare i loro comportamenti alla guida. Ora bisogna continuare così, creando una classe di appassionati e di utilizzatori del mezzo a due ruote sempre più consapevoli e coinvolti.