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Attualità
Errori nei dati Istat sugli incidenti?
di Riccardo Matesic
aggiornato il 12/04/2012 in
Attualità
Secondo l'Associazione Lorenzo Guarnieri sarebbero sottostimati del 15%. Dunque i morti nel 2010 non sarebbero 4090, ma 4703. Uno sbaglio clamoroso.
Era già successo nel 2009: mesi dopo la presentazione dei dati ISTAT sull'incidentalità stradale, un'associazione di polizie locali aveva denunciato delle discordanze, con 120.000 sinistri non considerati.
Oggi la bomba la lancia l'Associazione Lorenzo Guarnieri, intitolata a un ragazzo di 17 anni scomparso in motorino per colpa di un guidatore sotto effetto di droga e alcol. La stessa Associazione che si è fatta promotrice della proposta di legge sull'omicidio stradale.
Altro che 4090 morti nel 2010, in realtà sarebbero 4703. 600 più delle statistiche ufficiali!
Oggi la bomba la lancia l'Associazione Lorenzo Guarnieri, intitolata a un ragazzo di 17 anni scomparso in motorino per colpa di un guidatore sotto effetto di droga e alcol. La stessa Associazione che si è fatta promotrice della proposta di legge sull'omicidio stradale.
Altro che 4090 morti nel 2010, in realtà sarebbero 4703. 600 più delle statistiche ufficiali!
Se n'è accorto Stefano Guarnieri, il padre di Lorenzo. Per l'ISTAT suo figlio non ha riportato conseguenze nell'incidente, ma è morto per cause naturali! Così è partita la ricerca, in collaborazione con l'Istituto di Ricerca e Programmazione Economica per la Toscana (IRPET). Il risultato è stata la constatazione che l'errore fatto nei confronti di Lorenzo non è un caso isolato.
In provincia di Firenze nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l'Istat ne riporta 58 e il sistema SIRSS della regione Toscana (sistema di rilevazione costato al contribuente circa 2 milioni di euro dal 2008 ad oggi) ne riporta 59. Nella provincia di Forlì-Cesena nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 (fonte ASAPS ) e non 34 come indicato dall'Istat.
"Una cosa è certa -dice Stefano Guarnieri- la nostra ricerca dimostra una sottostima almeno del 15%. E' assai probabile che quanto accaduto nelle province di Firenze e di Forlì-Cesena sia accaduto in tutte le altre province italiane: ne consegue che la mortalità sulle nostre strade a causa di violenza stradale potrebbe non essere in calo, come ha affermato il 4 Aprile in Commissione Trasporti il Ministro Cancellieri, ma in aumento rispetto ai 4237 del 2009. L'Italia si conferma la maglia nera d'Europa come paese con il maggior numero di morti sulle strade. Uno spread sulla Germania che si può stimare in 1.052 deceduti".
"Invito tutte le famiglie -continua Guarnieri- a richiedere i dati che riguardano la morte o la disabilità dei loro congiunti a tutte le istituzioni coinvolte nella raccolta (polizia municipale o polizia stradale o carabinieri e Istat), per verificarne la veridicità e far capire che la morte o l'invalidità sono cose importanti e come tali devono essere trattate".
E chiude: "pretendiamo delle scuse formali da parte dello stato, della regione, della provincia e della polizia municipale per avere trattato l'omicidio di nostro figlio con approssimazione, così come purtroppo è accaduto in tanti altri casi".
In provincia di Firenze nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l'Istat ne riporta 58 e il sistema SIRSS della regione Toscana (sistema di rilevazione costato al contribuente circa 2 milioni di euro dal 2008 ad oggi) ne riporta 59. Nella provincia di Forlì-Cesena nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 (fonte ASAPS ) e non 34 come indicato dall'Istat.
"Una cosa è certa -dice Stefano Guarnieri- la nostra ricerca dimostra una sottostima almeno del 15%. E' assai probabile che quanto accaduto nelle province di Firenze e di Forlì-Cesena sia accaduto in tutte le altre province italiane: ne consegue che la mortalità sulle nostre strade a causa di violenza stradale potrebbe non essere in calo, come ha affermato il 4 Aprile in Commissione Trasporti il Ministro Cancellieri, ma in aumento rispetto ai 4237 del 2009. L'Italia si conferma la maglia nera d'Europa come paese con il maggior numero di morti sulle strade. Uno spread sulla Germania che si può stimare in 1.052 deceduti".
"Invito tutte le famiglie -continua Guarnieri- a richiedere i dati che riguardano la morte o la disabilità dei loro congiunti a tutte le istituzioni coinvolte nella raccolta (polizia municipale o polizia stradale o carabinieri e Istat), per verificarne la veridicità e far capire che la morte o l'invalidità sono cose importanti e come tali devono essere trattate".
E chiude: "pretendiamo delle scuse formali da parte dello stato, della regione, della provincia e della polizia municipale per avere trattato l'omicidio di nostro figlio con approssimazione, così come purtroppo è accaduto in tanti altri casi".
ufficiali di Dueruote
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