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Attualità
La Suzuki vuol dare una scossa!
di Riccardo Matesic
aggiornato il 08/02/2012 in
Attualità
La casa giapponese ha omologato uno scooter a celle di combustibile e oggi accelera ulteriormente la ricerca, rilanciando l'alleanza con un'azienda ad alto know-how
La Suzuki e la Intelligent Energy Holdings PLC hanno creato una joint venture al 50%, per investire e rilanciare lo sviluppo della tecnologia fuel cell. La nuova azienda si chiama Smile FC Corporation, ed ha sede nel quartier generale della casa motociclistica, ad Hamamatsu. Cosa che la dice lunga su quanto in Giappone credano a questa innovativa forma di propulsione.
In un momento in cui molti produttori di veicoli hanno ripreso a lavorare sull'elettrico e sull'ibrido, come alternativa al classico motore a scoppio, la Suzuki investe dunque sulle celle a combustibile.
Il Burgmann Fuel Cell H2 ha ottenuto infatti l'omologazione europea WVTA (World Vehicle Type Approval), e teoricamente potrebbe già essere commercializzato. Al momento però ne circola solo un esemplare, nei dintorni dell'università inglese di Loughborough.
In un momento in cui molti produttori di veicoli hanno ripreso a lavorare sull'elettrico e sull'ibrido, come alternativa al classico motore a scoppio, la Suzuki investe dunque sulle celle a combustibile.
Il Burgmann Fuel Cell H2 ha ottenuto infatti l'omologazione europea WVTA (World Vehicle Type Approval), e teoricamente potrebbe già essere commercializzato. Al momento però ne circola solo un esemplare, nei dintorni dell'università inglese di Loughborough.
Le emissioni di CO2 sono inferiori del 50% rispetto a quelle di un normale motore a scoppio
Si tratta di un veicolo derivato dal Burgmann 125, ma basato su un motore elettrico, una batteria e le celle a combustibile, che producono energia grazie a una reazione chimica. Il carburante è l'idrogeno, immagazzinato in un serbatoio ad altissima pressione, che si combina con l'ossigeno dell'aria e genera elettricità e vapore acqueo.
Per quanto concerne il funzionamento in marcia, normalmente il motore è alimentato dalle celle a combustibile, e solo nelle accelerazioni si fa ricorso anche alla batteria, che fornisce uno spunto superiore. In frenata c'è il sistema di recupero dell'energia elettrica. E la stessa cosa succede a veicolo fermo, con le fuel cell programmate per erogare energia finché la batteria non è al 100%.
Le emissioni di CO2 sono inferiori del 50% rispetto a quelle della tradizionale mobilità con motore termico, anche considerando il ciclo di produzione e distribuzione dell'idrogeno.
Per quanto concerne il funzionamento in marcia, normalmente il motore è alimentato dalle celle a combustibile, e solo nelle accelerazioni si fa ricorso anche alla batteria, che fornisce uno spunto superiore. In frenata c'è il sistema di recupero dell'energia elettrica. E la stessa cosa succede a veicolo fermo, con le fuel cell programmate per erogare energia finché la batteria non è al 100%.
Le emissioni di CO2 sono inferiori del 50% rispetto a quelle della tradizionale mobilità con motore termico, anche considerando il ciclo di produzione e distribuzione dell'idrogeno.
Per le prestazioni si parla di una velocità massima di circa 60 Km/h. Dunque sarebbe un mezzo da utilizzare in aree urbane. L'autonomia però è notevole: 350 Km, a una velocità costante di 30 Km/h. Un bel sasso nello stagno, visto che l'elettrico tradizionale attualmente sconta ancora la scarsa autonomia.
Ora la Suzuki sarebbe pronta a commercializzare il suo scooter, compatibilmente con la necessità di creare una rete di distribuzione del gas. A oggi in Italia ci sono infatti pochissimi impianti, che servono esclusivamente le flotte allestite sperimentalmente.
Ora la Suzuki sarebbe pronta a commercializzare il suo scooter, compatibilmente con la necessità di creare una rete di distribuzione del gas. A oggi in Italia ci sono infatti pochissimi impianti, che servono esclusivamente le flotte allestite sperimentalmente.
ufficiali di Dueruote
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