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Multe e tasse sull'RC: dove finiscono?

di Riccardo Matesic
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Se lo chiede la Fondazione Luigi Guccione, che ha avviato un'azione per ricevere da 15 comuni e dal Ministero della Salute gli atti ufficiali contenenti tali informazioni. Se non arriveranno risposte potrebbe esserci un intervento del TAR

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Roma è una delle città che non ha ancora chiarito come vengono utilizzati i proventi delle multe comminate dalla Polizia Locale
Si è parlato spesso negli anni scorsi di destinazione dei proventi delle multe, dimenticando che nel Codice della Strada c'era già l'obbligo per le amministrazioni di destinarne il 50% a opere di manutenzione e sicurezza stradale. Mancava e manca tuttora una norma che obblighi i comuni ad essere trasparenti; cosa di cui ci occupammo anche noi con una specifica inchiesta su Dueruote, qualche anno fa.
Ora scende in campo la Fondazione Luigi Guccione, la quale, sfruttando una legge dello Stato (241/90), ha chiesto a 15 amministrazioni comunali e al Ministero della Salute di accedere agli atti.
L'obiettivo è avere conto dell'impiego dei proventi delle multe da parte delle città interpellate. Al Ministero della Salute è stato invece chiesto come viene usato quel 10,5% di tassa che grava sulle assicurazioni RCAuto (e moto) per il "rimborso al Servizio Sanitario Nazionale delle prestazioni erogate ai danneggiati dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti".
"Tra titubanze e reticente -scrive l'Associazione in un comunicato- sinora hanno risposto in maniera chiara i soli comuni di Trieste, Cagliari e Venezia, dando ampio conto (in particolare Trieste) di un impiego dei proventi contravvenzionali del tutto conforme al dettato normativo e agli interessi dei cittadini. Gli altri comuni interpellati, di contro, o hanno taciuto (Bari, Firenze, Messina, Milano, Palermo, Reggio Calabria, Torino e Verona) o hanno rinviato la palla ad altri uffici o enti (Bologna, Genova, Napoli, Roma)".
E il Ministero della Salute? "Non ha ritenuto di esimersi dal solito rimpiattino, rinviando per competenza alle singole regioni nonché al Ministero dell'Economia e delle Finanze, cui ora chiederemo risposte".
Il solito muro di gomma, dunque; ma stavolta l'Associazione annuncia il ricorso al TAR e, qualora dovesse emergere un uso non corretto di tali fondi, anche un'azione giudiziaria per ottenere il "sequestro conservativo delle somme".
Attendiamo gli sviluppi di tale azione.
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