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Sicurezza Stradale: l'Europa accelera

di Riccardo Matesic
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Gli eurodeputati hanno messo a punto una risoluzione che impegna la Commissione Europea a intensificare molto lo sforzo per ridurre l'incidentalità stradale nel prossimo decennio. E finalmente c'è attenzione per le moto

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Il Parlamento europeo ha deciso di dare un forte impulso alla riduzione degli incidenti, e lo ha fatto con una Risoluzione (2010/2235 (INI)) che sembra quasi un pugno nell'occhio della Commissione. Il documento contiene infatti un gran numero di indirizzi, sui quali il governo europeo è ora chiamato a lavorare. Si parte con le premesse. Sgradevoli. Nel 2009 sulle strade dei paesi dell'Unione ci sono stati oltre 35.000 morti e 1,5 milioni di feriti; per un costo sociale di 130 miliardi di euro.
L'obiettivo di ridurre del 50% la mortalità nel primo decennio del nuovo millennio non è stato conseguito e in tutta Europa sembra esserci una tolleranza sociale per gli incidenti stradali. Li si accetta come un qualcosa che fa parte del gioco, senza considerare che è come se sulle nostre strade si verificassero ogni anno 250 disastri aerei di medie proporzioni.
Le misure del 3° Programma d'Azione per la Sicurezza Stradale per ora sono state attuate solo per un 27,5%, ma c'è bisogno di focalizzare meglio il problema, visto che il 60% dei morti sul lavoro in realtà sono incidenti stradali.
Resta il problema dei motociclisti, che vedono stabili la loro incidentalità e mortalità (18 volte superiore a quella degli automobilisti per chilometro percorso). Sono invece molto inferiori gli indici di rischio per coloro che usano i mezzi pubblici.
Il controllo della qualità della rete viaria è fondamentale per prevenire una parte di incidenti, ma le norme europee che regolamentano tale tipo di attività riguardano solo le strade della rete transeuropea (TEN-T), lasciando scoperte molte arterie nazionali e locali.
Gli incidenti dei motociclisti non accennano a diminuire, cosa che preoccupa i politici europei
Diversi gli argomenti che riguardano noi motociclisti. Si comincia con il problema della nostra scarsa visibilità nel traffico, che origina incidenti a causa degli automobilisti poco preparati a scorgerci.
L'indirizzo indicato è una formazione specifica per la patente automobilistica, che sensibilizzi verso i veicoli a due ruote e la loro visibilità.
Poi si parla di progettazione delle strade amichevole nei confronti delle moto, con particolare riferimento alle barriere e alle manutenzioni degli asfalti.
Per quanto riguarda le auto, si invita a trovare una soluzione agli angoli morti di visibilità generati dai montanti del tetto, che negli anni sono divenuti sempre più ingombranti. Un problema ancora più sentito nel caso dei camion.
Per moto e scooter bisognerebbe invece prevedere sistemi di controllo contro le violazioni dei limiti di velocità; mentre è particolarmente apprezzata l'adozione sempre più generalizzata dell'ABS sugli impianti frenanti.
Un'ultima annotazione per auspicare la diffusione dei sistemi che effettuano automaticamente la chiamata d'emergenza in caso d'incidente.
Il documento del Parlamento Europeo elenca poi una lunghissima teoria di altre misure da mettere in pratica. La maggior parte sono indirizzi rivolti alla Commissione (il Governo dell'Europa), ma ce ne sono anche per gli stati membri. Vediamo i principali temi trattati.


Coordinatore Europeo per la Sicurezza Stradale. Una figura che secondo il Parlamento va istituita entro il 2014. Per raccogliere tutte le informazioni, confrontare ed elaborare i dati e coordinare le politiche nazionali, favorendo lo scambio delle pratiche migliori.

Forum di cooperazione. Andrebbe creato prima possibile, per far sedere a uno stesso tavolo ministeri, autorità di polizia, vittime della strada e osservatori della sicurezza stradale. Sarebbe finalizzato allo scambio delle buone pratiche.

A margine il Parlamento deplora la riduzione attuata del bilancio per la sicurezza stradale e invita la Commissione a ripristinare gli investimenti precedenti.
L'elenco delle proposte prosegue poi con suddivisioni per grandi temi.


Aspetti etici
- Mettere a punto un manuale di buone prassi mediche da mettere in pratica sul luogo in modo da creare un protocollo sanitario che consenta di ridurre la mortalità immediatamente conseguente all'incidente nei casi più gravi.
- Elaborare una strategia per ridurre gli incidenti in itinere (quelli che avvengono sul percorso casa-lavoro) e certificare le imprese che investono per la sicurezza stradale dei loro dipendenti.

Migliorare indicatori e dati
- Realizzare uno studio europeo sull'impatto socioeconomico dell'incidentalità stradale.
- Mettere a punto delle definizioni armonizzate delle formule "in pericolo di vita", "ferito grave" e "ferito leggero".

Migliorare la preparazione e il comportamento degli utenti
- Sostenere e promuovere i centri di guida sicura avanzata
- Creare un percorso formativo obbligatorio per i patentati che vada oltre l'esame per il permesso di guida. Inserire in questo percorso informazioni sulle cause degli incidenti e sulle cause di morte e ferimento)
- Informare e sensibilizzare sul corretto uso e controllo degli pneumatici
- Aggiornamento obbligatorio ogni 10 anni di tutti i patentati sulle nozioni di primo soccorso
- Uso degli alcolocks sulle automobili dei soggetti trovati più volte positivi all'alcol durante la guida
- Esame della vista per i patentati A e B ogni 10 anni, con visita medica approfondita che attesti l'idoneità fisica, mentale e psicologica
- Campagne di sicurezza su temi diversi con cadenza triennale

Armonizzazione delle disposizioni sul trasporto stradale
- Armonizzazione della segnaletica e dei Codici della Strada ento il 2013
- Armonizzazione delle norme in tema di alcolemia a livello comunitario. Limite a 0% del tasso di alcol per neopatentati e guidatori professionali
- Divieto di produzione, importazione e commercializzazione di sistemi che avvisano dei controlli stradali
- Divieto di scrivere SMS, di leggere e-mail o di navigare in Internet durante la guida
- Armonizzazione dei cantieri stradali, con norme sulla loro progettazione, sulla segnaletica e sull'omogeneità a livello comunitario della loro realizzazione, in modo che chi guida non si trovi di fronte a situazioni sconosciute
- Segnaletica stradale non ridondante e di facile e veloce interpretazione
- Diffusione delle pratiche migliori per la riduzione del traffico
- Invito agli stati membri a mettere a punto mappe aggiornate dei punti critici da mettere a disposizione dei cittadini, anche sui sistemi di navigazione

Immettere in commercio veicoli sicuri
- Effettuazione di studi sui veicoli per diminuire la gravità delle collisioni
- Studi sulla forma, le dimensioni e l'andamento dei montati del tetto per ridurre gli angoli morti della visibilità
- Studio sulla sicurezza dei veicoli elettrici
- Adozione generalizzata di dispositivi acustici e visivi che segnalino il mancato uso delle cinture di sicurezza
- Adozione dei rilevatori di stanchezza
- Controllare le importazioni di accessori e componenti per verificarne la conformità
- Studiare il nesso fra il miglioramento della sicurezza dei veicoli e un'apparente ridotta percezione del rischio.
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sicurezza

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