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Guard rail: una storia infinita

di Riccardo Matesic
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Da anni aspettavamo una normativa europea in materia, invece una votazione ha stabilito solo che vengano adottate alcune specifiche tecniche. E anche da questo punto di vista siamo, purtroppo, in alto mare: un ingegnere del Ministero dei Trasporti ci spiega perché

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guardrail sicuro
L'ing. Luciano Marasco è un dirigente della Direzione Generale Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una vecchia conoscenza per noi, perché da anni è lui che segue il "discorso guardrail" in Italia e all'estero. "Anche se - ci dice - alcune competenze ora stanno passando al Ministero dello Sviluppo Economico".
Attualmente, in ogni caso, è ancora la persona più informata con cui fare il punto su che cosa sta succedendo in Europa. E allora, ecco la prima domanda: che cosa è successo al CEN con quella votazione sul regolamento di omologazione delle barriere per i motociclisti?
"Anche se qualcuno dice che è andata bene così, io sono convinto che sia andata male. Il CEN, che è un organismo nominato dalla Commissione Europea, doveva votare una proposta di norma. Invece l'ha ridotta a una proposta di specifiche tecniche. La differenza è profonda, perché il regolamento sarebbe potuto diventare obbligatorio in maniera relativamente facile".
Si farà successivamente però.
"Sì, ma la norma EN prevede che tutte le nazioni che aderiscono la applichino in maniera univoca. Con le specifiche tecniche non è così. L'adesione è volontaria e si possono introdurre modifiche. In questo modo non avremo un'esperienza europea portata avanti dai vari stati in maniera univoca e confrontabile".
Perché è stata fatta questa scelta? Era obbligata?
"Per nulla! Francamente non so perché abbiano deciso così, dopo tre anni che discutevano sulla proposta di norma EN, con questa dizione scritta espressamente su tutti i documenti. All'improvviso, nell'ultima votazione, sono passati alla TS".
Ora che cosa succederà?
"Per quanto ci riguarda aderiremo allo standard tecnico e inizieremo a lavorare. Ma voglio segnalare che c'è un problema più grave. Per ora abbiamo discusso solo delle prove di urto del manichino contro la barriera, senza considerare le regole d'installazione, che sono probabilmente il nodo più importante, perché una cattiva messa in opera può rivelarsi pericolosa. Il gruppo di lavoro italiano sulle barriere sta mettendo a punto un regolamento su questo".
Starete lavorando anche sui dati delle installazioni fatte a livello sperimentale ormai su diverse strade, no?
"Può sembrare strano, ma non abbiamo nessun dato dagli enti che hanno già installato guardrail per motociclisti. Nessuno di loro ha aperto la pratica di sperimentazione e formalmente nessuna installazione ci è stata comunicata. Tutto ciò che potete vedere montato su strada è stato fatto autonomamente dagli enti locali; sotto la responsabilità dell'Ente proprietario della strada. Anche se, sicuramente, sono stati utilizzati componenti che hanno superato prove di crash test eseguite secondo specifiche tecniche assimilabili a quelle spagnole".
Ma se ci sono quelle specifiche, perché l'Italia non ha potuto usarle già da prima?
"Perché quando la Commissione Europea mette mano a una norma c'è il cosiddetto 'stand still', il divieto per gli Stati membri di emanare norme nazionali transitorie. Si può chiedere una deroga, e noi lo abbiamo fatto due volte, ma non abbiamo raggiunto il 71% dei voti necessari; ci siamo fermati al 69%. Poi abbiamo chiesto e ottenuto dall'UNI un rapporto tecnico, una sorta di regolamento nazionale. Ma quando è arrivato sembrava che a livello europeo i tempi del regolamento comunitario fossero molto rapidi e non lo abbiamo adottato".
Ora che cosa succederà?
"La votazione finale sullo standard tecnico del CEN è prevista fra il 28 ottobre e il 28 dicembre prossimi. Si presume che sarà approvato e avrà una vita limitata a 2-3 anni. Dopo speriamo che venga convertito in norma EN e, successivamente, che si apra la procedura per inserirla nella norma armonizzata, vale a dire quella obbligatoria a livello europeo. Sarebbe la cosa migliore".
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preparazione del manichino per il crash test
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