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Il risarcimento diretto

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I nodi del nuovo sistema di gestione dei sinistri: tempi ridotti, ma costi in crescita per le due ruote Coro di consensi per il risarcimento diretto da parte dei consumatori. L'innovazione ha garantito una forte velocizzazione delle pratiche di rimborso e ha ridotto il costoso ricorso ai periti di parte, con attesi riflessi positivi sulle tariffe. Per il mondo delle due ruote, però, il risarcimento diretto si è rivelato un boomerang imprevisto.


II nodo danni fisici

II problema sta in due semplici cifre: la percentuale di danni fisici negli incidenti automobilistici è del 18%, mentre per i mezzi a due ruote sale al 48%.
Quando si cade in moto ci si fa male. Soprattutto nei piccoli incidenti che avvengono in città, che spesso vedono i motociclisti vittime incolpevoli di altri guidatori.
Solo che con il risarcimento diretto i danni vengono pagati direttamente dalla compagnia del motociclista, che in cambio percepisce dall'assicurazione del danneggiante un rimborso forfettario largamente inferiore alla spesa media sopportata. E non più l'intera cifra corrisposta al proprio cliente.
A queste condizioni appare scontato che le compagnie non vogliano più assicurare moto. E cosi arrivano aumenti sempre più forti, sopratutto da parte di quelle compagnie che si sono ritrovate con un portafogli clienti squilibrato per la presenza di troppi motociclisti.


II Funzionamento

Teoricamente con il risarcimento diretto non è cambiato molto rispetto al passato, perché già da molti anni era operativa la Convenzione CID, sulla base della quale in determinati casi d'incidente le compagnie operavano con modalità simili. In pratica invece è cambiato tutto, perche se prima le compagnie si liquidavano le spese esatte sostenute per ogni singolo sinistro, con il risarcimento diretto sono stati stabiliti degli importi forfettari che le assicurazioni si scambiano come se fossero quote.
Ogni sinistro vale una cifra fissa (da 1162 a 1658 euro, in funzione della zona d'Italia nella quale si verifica), più un forfait aggiuntivo di 3250 euro per i danni del conducente e di 3300 euro per quelli del passeggero.
Dunque le compagnie, invece di fare lunghi conteggi, si corrispondono il conguaglio economico ragionando sugli importi forfettari suddetti.
Teoricamente il sistema funziona bene ma, come detto, il nodo sono i costi fuori controllo dei danni fisici motociclistici.
Ora la novità è in un regolamento varato dal Governo, in base al quale dal 2010 ci sarà ulteriore margine per ridefinire i compensi forfettari per tutte le categorie, proprio in funzione dei costi elevati di determinate classi di veicoli. L'obiettivo è evitare che i costi elevati di certe categorie ricadano anche su altre, ma il risultato sarà, con ogni probabilità, un nuovo forte aumento delle polizze per i motociclisti, a partire dal prossimo anno.


Quando si applica il risarcimento diretto

Il risarcimento diretto si applica solo ai sinistri che avvengono sul territorio italiano fra non più di due veicoli immatricolati in Italia. C'è comunque una deroga per i mezzi targati Sede Centrale del Vaticano e Repubblica di San Marino. Sono esclusi dal sistema i ciclomotori dotati del vecchio targhino, mentre sono ammessi quelli con la nuova targa.
Per quanto concerne i danni fisici, questi rientrano se non superano i nove punti d'invalidità. In caso contrario, il risarcimento diretto si applica esclusivamente ai danni al veicolo e alle cose trasportate. Si applica invece in ogni caso alle Iesioni del passeggero trasportato; secondo l'art. 141 del Codice delle Assicurazioni.
Per quanto concerne i tempi, la compagnia ha 90 giorni per avanzare una proposta di risarcimento se il conducente ha riportato danni fisici, e 60 se i danni sono solo a cose. Tale tempistica si riduce ulteriormente a 30 giorni se la denuncia è firmata consensualmente dai due conducenti.
Se la denuncia presentata non dovesse essere completa, la compagnia ha 30 giorni per chiederne un'integrazione, e i termini per la sua risposta restano sospesi fino a quando si inviano Ie informazioni richieste. Una volta accettata l'offerta della compagnia, questa avrà 15 giorni per liquidare. II diritto al risarcimento del danno si prescrive dopo due anni dal sinistro.


IL RISARCIMENTO IN SINTESI

• Sono 2.850.000 i sinistri passati nel 2008 nella "stanza-di compensazione", sui circa 3 milioni che si verificano ogni anno nel nostro Paese.
• Il valore dei risarcimenti erogati supera i 4 miliardi e mezzo di euro.
• Una volta ricevuta una denuncia di sinistro che rientra nel risarcimento diretto, la compagnia ha 30 giorni di tempo per fare una proposta di risarcimento al suo assicurato, se la denuncia è consensuale con l'altro guidatore e se non ci sono danni fisici.
• Nel caso in cui la denuncia non sia consensuale, il termine per presentare I'offerta di risarcimento sale a 60 giorni.
• Nel caso in cui ci siano anche danni fisici, il termine per presentare I'offerta di risarcimento sale a 90 giorni.
• Il diritto al risarcimento si prescrive dopo due anni dal sinistro.

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