Un'escursione collinare fra Lombardia e Piemonte col nuovo scooter di Pontedera. La sua vocazione è cittadina, ma sa farsi apprezzare anche oltre le mura
Un'escursione collinare fra Lombardia e Piemonte col nuovo scooter di Pontedera. La sua vocazione è cittadina, ma sa farsi apprezzare anche oltre le mura
Il paesaggio scorre come in una moviola e anche le ultime case ci scivolano accanto: il rumore del traffico è ormai un ricordo e quello che rimane è il ritmico ronzio del monocilindrico Quazar del Piaggio X7 che ci accompagna nella fuga dalla città. Iniziano ad intravedersi le campagne lombarde, con una nebbia famigliare e poetica che ammanta tutto e addolcisce la pianura. La strada è dritta, taglia come una lama questa zona alle porte di Milano e continua verso Vigevano e ancora più avanti attraverso il Monferrato per terminare a Torino, la nostra meta ultima.
La città ducale
Ad una trentina di chilometri dal capoluogo lombardo, costeggiando il Naviglio Grande e la bella pista ciclabile che lo affianca, si entra nei fasti dell'architettura tardo quattrocentesca: una svolta a sinistra dalla statale vigevanese, un paio di incroci e finalmente si entra in uno dei più bei salotti italiani, la piazza Ducale di Vigevano. In effetti l'X7 è un ospite d'eccezione – con permesso speciale - perché la zona è tutta pedonale. In fondo ai portici e alle arcate, sorrette da 84 colonne ciascuna con un capitello diverso dagli altri, si erge il Duomo dedicato a Sant'Ambrogio. Proprio dietro la piazza, in direzione della Torre, si accede al Castello Sforzesco, sede di importanti mostre e del museo della calzatura. La città infatti è stata definita per decenni la capitale di questo importante accessorio. Qui l'X7, posteggiato in bella mostra, fa sfoggio del suo design moderno e attira gli sguardi di tutti, anche di un simpatico vigile che ci indirizza alle bellezze della città. Girovagando per le stradine del centro, l'X7 mostra un'indole particolarmente agile: nel traffico è a suo agio, come nello zigzagare tra le strette svolte dei vicoli. Merito anche delle ruote di media dimensione, 14' all'anteriore e 13' al posteriore, un pollice meno del diretto concorrente X-Max Yamaha. Uscendo sulla provinciale in direzione di Mortara, ci aspettano una quarantina di chilometri tra la bruma e le risaie non ancora allagate: si attraversa la lomellina, una zona tutta zanzare in pieno agosto, ma altamente suggestiva sia in primavera per le nebbie che dipingono l'orizzonte, sia in tarda estate quando il granturco punteggia di verde e arancio i dintorni. La vegetazione rispecchia la produzione locale: grano e riso oltre a fitti e ordinati pioppeti. L'X7 corre rapido, ha un'erogazione fluida e pronta e l'allungo è di tutto rispetto: senza quasi accorgersene supera i 100 km/h, e con un po' di pazienza arriva fino a 130 indicati senza vibrare troppo. Il parabrezza è un'ottima protezione dall'aria e non infastidisce la visuale nemmeno a chi non e molto alto. Non riusciamo a resistere alla tentazione di imboccare una delle stradine bianche che tagliano la statale verso Casale e si perdono oltre le prime colline, preludio del profilo tipico monferrino. Anche sulla terra battuta l'X7 riesce a cavarsela bene, pur se questa, ovviamente, non è il suo ambiente d'elezione. Le sospensioni lavorano bene, anche se sulle sconnessioni più importanti la risposta è brusca, segno evidente di uno scarso freno idraulico in estensione. Anche la frenata è degna di nota: non mette in crisi ma è efficace su entrambe le ruote.
Nel Monferrato
Casale ci accoglie con uno zampillare scintillante: alla rotonda d'ingresso è posta una bella fontana con scultura moderna sul cui sfondo si intravede il profilo della Torre Civica. Ci avviamo verso piazza Castello dove posteggiamo: c'è un angolo solo per moto proprio accanto al chiosco informazioni, dove si possono acquistare i pass d'accesso alla zona centrale, altrimenti visitabile a piedi. Qui sorge il Castello dei Gonzaga, a pianta esagonale asimmetrica. Questa fortificazione fa pensare ai vari assedi che la città subì nei secoli e di cui si può leggere traccia nel bel romanzo dello scrittore piemontese Umberto Eco «l'isola del giorno prima». Da vedere assolutamente l'interno del Duomo posto proprio nel cuore della città e dedicato a Sant'Evasio, ma anche la bella chiesa di San Domenico. Appena fuori Casale si apre un mondo di colli e vallate, dipinte in colori morbidi e a quadrettoni, dove val la pena di perdersi per più di una giornata. Ma il nostro itinerario prosegue verso il capoluogo del Piemonte, attraversando la zona ovest di Casale e tagliando paesini e campi coltivati. L'X7 Piaggio prosegue senza colpo ferire se non per la scomodità della sella che inizia a infastidire dopo solo un'oretta di percorrenza costante. La seduta, infatti, è piuttosto risicata e si tende a scivolare in avanti. Un peccato veniale per uno scooter che in realtà si è dimostrato un ottimo compagno di viaggio e di città.