Moto Guzzi V9 Bobber ABS


di Alessandro Codognesi Da Dueruote di Settembre 2016
Moto Guzzi V9 Bobber ABS Dall'archivio Prove
  1. 853 cc
  2. 55 CV
  3. 2 cilindri a V di 90°
  4. Euro4
  5. € 10.470 c.i.m.

Strizza l'occhio al mondo custom, ma gratificare anche gli amanti della buona guida, grazie ad una ciclistica equilibrata e a un bicilindrico corposo quanto basta per muoversi con brio

Quando vogliono, in Moto Guzzi sanno guardare lontano. Lo hanno fatto nel 2008 con la V7, in tempi non sospetti, mettendo sul mercato una moto stilosa che oggi è quanto mai attuale e di tendenza. E adesso che si annusa un certo ritorno al custom ecco che da Mandello del Lario sono pronti, ancora una volta, a mettere lì la loro pedina sulla scacchiera. La famiglia V9. Moto dallo stile e dal pedigree di chi ha una forte tradizione italiana, dotate di un pacchetto meccanico-elettronico assolutamente moderno. La V9 Bobber protagonista di questa prova incarna l'animo più spinto del mondo custom, mentre la sorella V9 Roamer ne riprende il lato classico e raccoglie l'eredità della Nevada 750.

Come tu mi vuoi

Cicciotta (ha il gommone da 130 all'anteriore) e dall'animo rude, la V9 Bobber fa parte di quel lone molto in voga che vuole moto curate e personalizzabili come più piace. Un esempio? Esiste un sito dedicato, chiamato garagemotoguzzi.com, dove ci si può divertire a customizzare virtualmente la V9 con una gamma accessori fatta di borse in pelle o cordura (rispettivamente da 1.199 euro e da 589 euro la coppia) e componenti ricavati dal pieno. Ma vediamo come è fatta la Bobber in dettaglio. Il motore è un nuovo bicilindrico da 853 cc, sempre a V di 90° trasversale, che sfrutta il basamento dello "small block" V7 da 744 cc. Dentro è quasi tutto nuovo (cilindri, pistoni, bielle, testate, camere di combustione, trasmissione e frizione): ognuna delle teste presenta due valvole inclinate (sulla V7 sono parallele). Questo motore è anche omologato Euro4, uno dei pochi raffreddati ad aria a riuscirci. Alla voce prestazioni non sono associati numeri da capogiro, qui si predilige l'erogazione fluida e l'accelerazione immediata.I CV sono 55, e i Nm 62 a soli 3.000 giri: obiettivo centrato. A cambiare è anche il telaio, che naturalmente riprende il classico schema con i tubi in acciaio a fare da culla al motore e la coppia di ammortizzatori posteriori. Le dimensioni della V9 sono complessivamente maggiori rispetto alla compatta V7: aumenta l'interasse, mentre lo sterzo risulta leggermente più chiuso. Ci sono poi i freni griffati Brembo, l'ABS Continental, le sospensioni Kayaba e per non farsi mancare nulla, anche il controllo di trazione regolabile su due livelli, e una pratica presa USB sul lato destro del cannotto di sterzo. Il prezzo è altino, anche se commisurato a quanto offerto e alle finiture curate: 10.470 euro c.i.m.

Provata, piaciuta

Ma come va questa V9? Ci togliamo subito il pensiero e partiamo dalla fine: in Moto Guzzi ci hanno preso. Perché la Bobber ha quel brio in più rispetto alla V7 che le permette di rivolgersi anche a chi non è più di primo pelo. Ed ha pure una personalità spiccata, con quei suoi pneumatici belli larghi. Della piccola mantiene la cura per i dettagli: l'acciaio rifinito, le alette in alluminio fresate dei cilindri... se si è amanti delle moto ben assemblate, si perde del gran tempo a studiarla. Basta notare i cablaggi rimasti a vista: nemmeno uno. Ben lavorato anche il tappo del serbatoio, che però non ha la serratura! Ci appoggiamo sulla sella piatta e discretamente imbottita nonostante sia bella sottile, e capiamo al volo: il peso dichiarato "sotto i 200 chili" è vero. La V9 si manovra facilmente perché la posizione è abbastanza eretta, lo sterzo ampio e il peso in basso. E poi c'è lui, il bicilindrico di Mandello. All'inizio sembra messo lì per scottarti le tibie ma alla fine nella guida si interferisce (anche per via delle pedane un po' avanzate) solo con le paratie dei collettori, messe lì proprio per evitare di scottarsi. La frizione è morbida, il cambio invece risulta un po' rumoroso e impreciso. A volte, al semaforo, si fa fatica a trovare la folle. Bastano pochi metri però per capirlo e andarci d'accordo nella guida. Il motore ha una spinta immediata, tutta e subito, e il cardano non strappa. Non c'è incertezza, non serve attendere la coppia: si infilano tre marce in pochi metri godendo del tiro pimpante del twin. In una parola: gustoso. La guida è subito facile e intuitiva. La Bobber curva bene, rotonda e lineare, e la luce a terra non è male per essere una custom. Si può azzardare qualche bella piega in serenità e senza sforzo, perché il limite non è poco oltre l'inclinazione del cavalletto. E ora la prova pavé. La forcella è promossa con lode, lo sterzo non balla tra le mani, certo che l'appetito vien mangiando: la Bobber si guida così bene che quasi quasi si vorrebbe un anteriore meno morbido in frenata. I due ammortizzatori (regolabili nel precarico) invece soffrono per la scarsa escursione: sulle buche più accentuate la risposta è abbastanza secca e, complice la sella minimal, il comfort ne risente. Ok la frenata, il singolo disco ha tutta la potenza che serve. E se avete esagerato, l'ottimo ABS metterà una pezza senza farsi sentire troppo. Stesso discorso per il controllo di trazione, invasivo solo nel livello d'intervento più alto. La Bobber è matura, stilosa e con un cuore grande così. Ha le carte in regola per fare bene. Ma considerato quanto è apprezzata la V7, perché non prevedere anche una sorella maggiore, utilizzando proprio la base tecnica di questa V9?

Listino

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