da Dueruote Luglio 2007
Immagine prova big

Prova comparativa

Moto Guzzi 1200 Sport, Moto Morini 9½

Passeggio veloce

di Fabio Cormio

Due naked «di compromesso» per chi non sa decidersi tra una turistica e una sportiva: doti da passista per la lombarda, mentre la bolognese si fa amare per il motorone esplosivo

Moto Guzzi 1200 Sport

  • 1.151 cc
  • ll
  • 70,0 kW (95,2 CV)
  • ll
  • V2 trasv. di 90°
  • ll
  • Euro 3
  • ll
  • € 12.450 c.im.

Moto Morini 9½

  • 1.187 cc
  • ll
  • 86,0 kW (117,0 CV)
  • ll
  • V2 long. di 87°
  • ll
  • Euro 3
  • ll
  • € 11.150 c.i.m

Sono anni che le naked dettano legge sul mercato: il design sinuoso, il fascino del motore a vista e i prezzi spesso molto inferiori rispetto alle sportive hanno reso quello delle scarenate il genere di moto preferito dagli italiani, tanto apprezzato da aver dato luogo a sua volta a numerose sottocategorie. Si va dalle naked per neofiti, leggere e con due cilindri paralleli, alle best-seller a quattro cilindri, alle produzioni più specialistiche con cavallerie pazzesche e sospensioni da superbike. E poi, naturalmente, ci sono le vie di mezzo: proprio questo rappresentano la Guzzi 1200 Sport e la Morini 9 ½, un compromesso tra turismo e sportività. La prima è la più aggressiva delle bicilindriche lariane stradali, la seconda è una versione edulcorata della cattivissima Corsaro: detta così, viene da chiedersi cosa ci fanno una accanto all'altra, immaginando due caratteri completamente diversi. Invece bastano un'occhiata e un breve assaggio in sella per capire che si tratta di due naked dall'indole simile, due sport tourer «di compromesso», pensate per regalare piacere di guida senza sacrificare troppo il comfort.

Cattiva dal cuore tenero

La 1200 Sport ha preso nei fatti il posto della V11, ma rispetto alla progenitrice con intenzioni meno bellicose: in sostanza si tratta di una Breva 1100 cui si è conferita una dose aggiuntiva di grinta con un allestimento estetico dedicato e una sensibile iniezione di potenza, visto che la naked Guzzi adotta il motore da 1.151 cc (accreditato di 95 CV) già montato sulla Norge. La caratterizzazione sportiveggiante è ottenuta con pochi interventi mirati: il manubrio nero e basso, i dischi anteriori con profilo a margherita, gli steli forcella neri sottoposti a trattamento AlTin (nitruro di titanio e alluminio), il terminale di scarico con finitura «carbon-look» e il cupolino. Insomma, di primo acchito questa Guzzi 1200 si direbbe una sportiva, ma - come vedremo - alla prova dei fatti mostra ben altre inclinazioni.

Cruiser alla dinamite

L'estetica della Moto Morini 9 ½ non è quel che si dice «coinvolgente»: i tratti lineari, i cerchi cromati a raggi (che calzano pneumatici Pirelli Phantom d'ispirazione vintage) e il manubrio alto e larghissimo lasciano presagire un carattere tranquillo. In fondo si tratta di una Corsaro resa più pacifica e dotata di componenti meno specialistiche (comunque di pregio, considerando ad esempio il mono Paioli montato lateralmente, regolabile e del tipo piggyback). Le promesse di mansuetudine vengono però smentite non appena si apre il gas, dopo la macchinosa fase dell'avviamento alla quale le Moto Morini ci hanno abituato: è vero che il bicilindrico di 87° progettato dall'ingegner Franco Lambertini ha perso 23 CV rispetto a quello della Corsaro, ma su strada la differenza praticamente non si avverte, anzi in questa versione il «Corsacorta» è ancora più esplosivo ai bassi regimi, rivelandosi lestissimo a raggiungere gli 8.500 giri del limitatore. I nostri rilevamenti confermano capacità di accelerazione e ripresa più da sportiva che da turistica.

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