Sette giorni insieme all'iperscooter toscano: impacciato nel traffico, fa valere le caratteristiche da gran turismo appena si lascia alle spalle semafori e circonvallazioni. E in autostrada non ha rivali
Sette giorni insieme all'iperscooter toscano: impacciato nel traffico, fa valere le caratteristiche da gran turismo appena si lascia alle spalle semafori e circonvallazioni. E in autostrada non ha rivali
Più o meno un anno fa fu presentato a Milano il GP800, celebrato immediatamente come «lo scooter dei record» visto che la semplice lettura della sua scheda tecnica era sufficiente a fugare qualsiasi dubbio circa la sua supremazia prestazionale nel settore dei maxi. I valori espressi dal suo motore bicilindrico da 839 cc - 75 CV di potenza e oltre 76 Nm di coppia - erano e restano ancora oggi un riferimento irraggiungibile dalla concorrenza.
Ma non diciamo genericamente «concorrenza», parliamo chiaro: che il GP800 voglia infastidire il dominio commerciale dello Yamaha TMax non è certo un segreto, quindi è il bicilindrico di Iwata a rappresentare il naturale termine di paragone per il maxi italiano. Lo scooter Gilera non ha finora ottenuto il successo di vendita sperato al momento del lancio, ma quello che un anno fa era un prodotto che evidenziava difetti «di giovinezza», in particolare una frenata non a punto, oggi è un mezzo più maturo. Noi ci siamo fatti accompagnare dal GP800 per una settimana (week-end compreso) nei nostri spostamenti quotidiani, mettendolo di fatto alla prova su tutti i terreni: città, misto, autostrada. Ecco com'è andata.
Pachiderma nel traffico
L'idea di sostituire col prestante GP800 il piccolo scooter utilitario che ci accompagnava in ufficio era stuzzicante e il lunedì abbiamo avviato il bicilindrico con una buona dose di entusiasmo: «considerando le prestazioni, invece di impiegarci mezz'ora, ci metteremo venti minuti». Primo, grave errore di valutazione. Già, perché se è vero che l'iperscooter Gilera è capace di fare il vuoto dietro di sé quando scatta il verde, è altrettanto pacifico che nel traffico, tra le auto in colonna, la guida si faccia stressante e faticosa: colpa del peso, prima di tutto, visto che - col pieno di carburante - il GP800 stazza quasi tre quintali. Per gestire questa massa occorrono esperienza e braccia allenate: fermarsi al semaforo e poggiare un piede a terra con lo scooter non perfettamente dritto, ad esempio, può significare non riuscire a tenerlo su e vederselo crollare addosso.
Richiede forza anche issarlo sul cavalletto centrale: conviene usare quello laterale, tanto col freno di stazionamento (di serie) si può stare tranquilli anche nei parcheggi in pendenza.
Alla massa notevole si sommano altri elementi insidiosi per i neofiti: la sella piuttosto alta e larga che consente solo a chi ha gambe lunghe di toccare terra con entrambi i piedi e, soprattutto, l'angolo di sterzata molto ridotto. In parole povere, effettuare una inversione a «U» può rivelarsi operazione complicata e richiedere più di una manovra. Insomma, invece di 30 minuti, per raggiungere l'ufficio ne abbiamo impiegati 40 e - soprattutto - ci siamo stancati più del solito!
Funzionalità... dal moto
Nonostante le ragguardevoli dimensioni, sul GP800 la capacità di carico è molto ridotta. Sotto la sella si riescono a stivare un casco jet e qualche piccolo oggetto (un integrale ci entra solo se particolarmente piccolo), quindi andando in ufficio dobbiamo tenere la borsa contenente il notebook a tracolla. Stupisce la mancanza di altri vani o cassettini nel retroscudo e, per completare il quadro, non torna utile al carico nemmeno la pedana, visto che è occupata - fatto salvo lo spazio per i piedi - dall'ingombrante tunnel centrale che, nella parte inferiore, nasconde il cilindro anteriore. Come dire che, carrozzeria e cambio automatico a parte, il GP800 è più una moto che uno scooter: e delle moto ha qualità e difetti. Tra i primi annoveriamo la componentistica di pregio: leve al manubrio regolabili, impianto frenante marcato Brembo, pneumatici Pirelli Diablo, trasmissione finale a catena (soluzione che riduce sensibilmente le masse non sospese), manubrio in due elementi fusi in alluminio, materiale usato anche per i cer- chi. Tutte scelte costose e senza compromessi. Tornando al paragone iniziale col TMax, potremmo dire che il raffinato giapponese, pur sportiveggiante, è comunque uno scooter che non rinuncia alla funzionalità propria di questo tipo di veicoli. Il Gilera invece fa un passo oltre: qui tutto è in funzione della bella guida. È una vera gran turismo automatica.
t max dormi tranquillo - praticamente un condensato dei punti deboli della moto e degli scooter !