Immagine prova big

Una settimana con da Dueruote Settembre 2008

Ducati Monster 696+

Sette giorni insieme

di Fabio Cormio

Dribblare il traffico, parcheggiarla per l'aperitivo, affrontare l'autostrada e divertirsi tra le curve: il racconto di una settimana qualunque in sella a una moto speciale

  • 696 cc
  • ll
  • 58,8 kW (80 CV)
  • ll
  • 2 cilindri a L
  • ll
  • Euro 3
  • ll
  • € 8200 c.i.m.

Dribblare il traffico, parcheggiarla per l'aperitivo, affrontare l'autostrada e divertirsi tra le curve: il racconto di una settimana qualunque in sella a una moto speciale

Un conto è provare una moto in sede di presentazione, un altro usarla tutti i giorni. Se nella prima situazione si è marcati stretti dall'ufficio stampa e si può provare brevemente un modello sul suo terreno d'elezione (le naked sul misto, le sportive in circuito, gli scooter in città...), quando si ha la moto in mano per diversi giorni le cose cambiano parecchio. Questo fatto è ancora più vero quando la moto in questione è un mezzo da grandi numeri, di quelli che la gente compra per usare tutti i giorni. Come, ad esempio, la Ducati Monster 696. Abbiamo deciso di effettuare un test tanto semplice quanto probante: una settimana in sella, usando la moto per andare al lavoro, per girare in città, per uscire la sera, e per la «sparata» nel weekend con tanto di tratto autostradale. Vi raccontiamo i momenti salienti della nostra «settimana col Mostro».

Lunedì: il piacere di andare in ufficio

Il box è ancora chiuso e già ci viene spontaneo un sorriso: di nuove Monster se ne vedono in giro ancora poche, quindi al semaforo saremo i più guardati. Eccola, la 696: bella è bella in effetti. Non che in Ducati abbiano stravolto niente, ma è ancora più sinuosa e aggressiva. Basta salire a bordo per respirare aria di casa: come su tutte le Monster, la sella è inclinata in avanti e il manubrio è basso, il che determina una posizione di guida nettamente più sportiva rispetto alle naked giapponesi della stessa fascia. Appena avviato, il bicilindrico zoppica un po', richiedendo qualche attimo di riscaldamento per girare fluido. Non a caso la Monster resta una delle poche moto a iniezione dotata di levetta dello starter... Nel traffico la 696 se la cava molto meglio delle vecchie versioni: le vibrazioni sono inferiori e il raggio di sterzata è nettamente diminuito grazie agli svasi sul serbatoio. E poi il sistema APTC (già presente sulla «vecchia» 695) limita il carico da applicare sulla leva per il disinnesto della frizione. Risultato? Dalla prova del tragitto casa-ufficio, dunque, la Monster esce promossa. Peccato per alcuni nei, ad esempio gli specchietti troppo larghi e la già citata posizione di guida molto caricata sull'anteriore e, quindi, stancante nelle continue frenate e ripartenze.

Mercoledì: happy hour e colpi bassi

Il luogo comune vuole che le naked siano moto «da aperitivo», nel senso che sono belle da guardare, poco impegnative da guidare e, spesso, hanno come proprietari dueruotisti improvvisati e non motociclisti duri e puri. Di fatto, la Monster ha sempre riscosso consensi pressochè unanimi, compresi quelli del gentil sesso: molte sono le «monsteriste» e più ancora le «zavorrine» che, della nuda bolognese, occupano la porzione di sella posteriore. Questo era il nostro pensiero durante il tragitto per raggiungere, insieme a un'amica, un locale in centro per un happy hour. La fanciulla non è stata particolarmente entusiasta degli spostamenti: si è scottata le caviglie urtando accidentalmente gli scarichi - posti pochi centimetri sopra le pedane - e, per mantenere stabilità in sella, ha dovuto necessariamente tenersi stretta a chi vi scrive, visto che sulla 696 mancano vere e proprie maniglie cui aggrapparsi (ci sono solo due piccoli svasi sotto la sella). La situazione non è piacevole nemmeno per chi guida, visto che ad ogni frenata si ritrova a faticare con le braccia per contrastare il peso del passeggero e soprattutto a urtare dolorosamente lo spigoloso punto di congiunzione tra serbatoio e sella col basso ventre.

Weekend: curve e caselli

Se da un mezzo a due ruote si cercano solo funzionalità e comfort, comunque, tanto varrebbe acquistare un maxi-scooter. La scelta di una moto, e in particolare di una naked, va in un'altra direzione: quella del divertimento. Quando arriva il fine settimana, infatti viene voglia di dare sfogo alla potenza del motore. Sabato decidiamo quindi di fare un giro lontano dalla città, alla ricerca di un po' di curve: quando il tragitto si fa tortuoso emerge l'anima di questa Monster: la 696 ha una ciclistica sana ed estremamente efficace. Il baricentro basso, unito al peso contenuto e alla comunicatività del telaio, consentono alla naked Ducati di tenere il passo di moto più potenti, ma soprattutto di essere guidata senza apprensioni da chi non ha esperienza. Se il vecchio modello annoverava tra i difetti una spiccata tendenza ad allargare le traiettorie e una certa «durezza» in inserimento, la 696 è non richiede una guida di braccia per scendere alla corda. Morale: sabato sera torniamo a casa stanchi ma soddisfatti, con l'intenzione di sottoporre la Monster, l'indomani, a una prova che non è nelle sue corde: quella dell'autostrada. Per questo, domenica mattina partiamo presto per una gita al mare. Una gradita sorpresa è che, a velocità codice, la pressione dell'aria su spalle e casco non è eccessiva: il deflettore, di serie su questa versione, è un valido aiuto. Al bagaglio, invece, abbiamo dovuto rinunciare: sulla Monster è difficile anche solo legare uno zaino sul sedile posteriore, visto che mancano ganci e maniglie passanti. Avvertibili, ma poco fastidiose, le vibrazioni alle pedane; quelle al manubrio, ora montato su silentblock, sono invece quasi nulle. Si conferma faticosa sui lunghi tragitti la posizione a bordo, per i polsi ma anche per il fondoschiena a causa della sella rigida. È domenica sera e la 696 è nel box: il sorriso del lunedì mattina lascia il posto a un muso lungo... Alla Monster ci siamo già affezionati ma domani dovremo restituirla. Quasi quasi telefoniamo in Ducati per farcela lasciare un altro po'. Quanto? Beh, diciamo un'altra settimana...

1 di 2

Su questa moto leggi anche

Argomenti correlati image

CERCA NELLE PROVE

MARCA
MODELLO
TROVA

ducati