Ducati 1198 SP


di Andrea Padovani Da Dueruote di Febbraio 2011
Ducati 1198 SP Dall'archivio Prove
  1. 1198,4 cc
  2. 125 kW (170 CV)
  3. 2 cilindri a L
  4. Euro 3
  5. € 21.990 c.i.m.

Cambio assistito, frizione antisaltellamento, mono Öhlins e serbatoio in alluminio. Dettagli di pregio che esaltano questo esclusivo capolavoro italiano

Lo stile italiano nel mondo. Uno slogan certo non nuovo ma quanto mai azzeccato quando si tratta di una moto sportiva, specie se marcata Ducati. La 1198 S, che per il 2011 guadagna la sigla SP, è un'icona, una sportiva riconoscibile tra mille: velocissima, vittoriosa, bella e unica grazie a uno stile personale, a finiture di pregio e alla componentistica di prim'ordine. Difficile quindi migliorare lo stato dell'arte. Ma a Borgo Panigale non sono dello stesso avviso e hanno deciso di far fare alla già specialistica versione S un ulteriore passo in avanti sul fronte racing e sulle dell'esclusività. La lista delle migliorie inizia con il serbatoio di alluminio di chiara estrazione pistaiola, più leggero e cresciuto nella capacità (da 15,5 a 18 litri). La sospensione posteriore guadagna invece il monoammortizzatore Öhlins TTX, oggi prerogativa della R: il vantaggio di questa unità è che, grazie a una particolare soluzione costruttiva, i circuiti idraulici della compressione e dell'estensione sono completamente separati. Negli ammortizzatori «tradizionali», invece, intervenendo su un parametro, anche se di poco, si modifica l'altro. A livello di motore non si registrano novità di spicco: potenza e coppia non variano, compaiono invece la frizione antisaltellamento marcata Ducati Performance e il DQS, acronimo di Ducati Quick Shift, il sistema che permette di passare al rapporto superiore senza utilizzare la frizione, mantenendo al contempo il comando del gas spalancato. Migliorie non da poco visto che, stando a quanto dichiarato dalla Casa, il risparmio è dell'ordine di 150 millisecondi a cambiata, passando da 230 a 80 msec. Un tempo non proprio trascurabile quando si ha a che fare con il cronometro alla ricerca del best-lap: in una pista come quella del Mugello, per citarne una a caso, si sale di rapporto mediamente una decina di volte a giro. Se la matematica non è un'opinione, senza cambiare una virgola della moto, il tempo teoricamente dovrebbe abbassarsi di oltre un secondo. Ma fosse anche mezzo, sarebbe comunque un bel risultato. Il DQS, gestito dalla centralina e da una cella di carico posta sull'asta di rinvio del cambio, monitorizza continuamente la velocità della moto, il numero di giri del motore e l'angolo di apertura dell'acceleratore, calcolando di volta in volta il tempo di taglio a livello di accensione e di iniezione per permettere l'innesto del rapporto superiore.

Che gusto il cambio!

Piccole ma importanti modifiche. La 1198 SP ha raggiunto un livello invidiabile di prestazioni pur non stravolgendo la sua essenza: in sella, insomma, ritroviamo la Ducati che abbiamo imparato a conoscere nel corso degli anni, con lo stesso impressionante motore e la stessa efficace - ma non certo accomodante - ciclistica. Per provarla a fondo in questo rigido inverno ci siamo spostati sulla pista di Vallelunga, un banco di prova impegnativo per le maxi sportive. La Ducati è sempre un bel mezzo, al quale però va dato rigorosamente del «lei». Finché si passeggia, la SP asseconda e collabora con il pilota ma quando si inizia a fare sul serio, richiede decisione e braccia robuste dalla presa decisa. Il suo Twin è una forza della natura, e domarlo non è affar semplice: dai 7000 ai 10.000 giri circa è un vero uragano. Basti pensare che in uscita dai Cimini, quando si butta dentro la quarta nel cambio di direzione, l'avantreno decolla, quasi infischiandosene della già notevole velocità in ballo. Con il Quick Shift, poi, inserire le marce è una vera goduria, un accessorio di cui non si farebbe più a meno: un po' per la soddisfazione di sentire cantare il motore al ritmo di cambiate quasi impercettibili, un po' per la costanza di assetto che il sistema garantisce anche utilizzando il cambio a moto inclinata. Certo, se il comando fosse «rovesciato» sarebbe perfetto, ma anche così l'efficacia è notevole.

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