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Attualità
Obiettivo sicurezza
di Riccardo Matesic
aggiornato il 09/11/2011 in
Attualità
Diffusi i dati ACI-Istat sugli incidenti stradali del 2010. Un bilancio in chiaroscuro, che spinge il nostro Paese a maggiori investimenti sulla sicurezza stradale. Con la certezza che ogni euro investito ne farebbe risparmiare poi 20 in mancati sinistri
Nel 2010 l'Italia ha registrato una diminuzione della mortalità stradale del 3,5%. E nel primo decennio del 21° secolo ha fatto segnare un -42,4%; piazzandosi al 14° posto della graduatoria europea. Il record positivo di questa graduatoria lo hanno fatto segnare i piccoli paesi -la Lettonia è al -60,9%-, ma anche la Spagna, con il suo -55,2%. All'estremo opposto la Romania: -3,1%.
La cosa più interessante l'ha detta però il presidente dell'ACI, Enrico Gelpi, rimarcando che per ogni singolo euro speso in sicurezza stradale, se ne risparmiano 20 in mancati incidenti. Ecco, e vista l'attenzione del mondo politico per entrambi i temi, la sicurezza e il contenimento dei costi, questa potrebbe essere una chiave giusta per convincere i futuri governanti dell'Italia a impegnarsi realmente per diminuire l'incidentalità stradale. E per concludere il discorso, Gelpi ha ricordato che in dieci anni si sono salvate 14.500 vite e risparmiati 25 miliardi di euro.

La lettura dei numeri è impressionante. Nel 2010 sulle nostre strade sono morte 4090 persone, contro le 7096 del 2001. I feriti sono stati 302.735 (erano 373.286) e gli incidenti sono scesi a 211.404, dagli originari 263.100. È proprio l'analisi di questi andamenti che può dare un contributo importante a individuare le politiche migliori per contrastare l'incidentalità.
Come sempre, il consuntivo è arrivato a novembre; ma quest'anno per la prima volta ne avevamo avuto un'anticipazione già nell'estate scorsa. E poi, il portale I.stat (dati.istat.it) da oggi rende disponibili tutti i dati, anche quelli regionali e provinciali. Forse è la volta buona per avviare una spirale virtuosa di collaborazione.
E torniamo a fornirvi qualche spunto. La maggior parte degli incidenti si verificano su strade urbane (75,7%), con il 43% dei morti e il 72,1% dei feriti. Attenzione però all'aumento della mortalità in autostrada, +7,4%.
Per quanto riguarda le città, curiosamente Verona e Palermo sono vicine in vetta alla triste classifica del tasso di mortalità per incidente, rispettivamente 1,7 e 1,6%. All'estremo opposto Milano e Bari: 0,5%.
Negativo per noi dueruotisti il tasso di mortalità legato al veicolo: 1,8% per le moto (1,8 morti ogni cento incidenti), 1,7 per le bici, 1,3 per le minicar (era 1,1 nel 2009) e 0,7% per le auto.
E ora la domanda delle domande: come e perché si fanno incidenti? Urto frontale, ostacolo improvviso, uscita di strada e investimento di pedone. Per le motivazioni, nell'ordine: mancata precedenza, guida distratta, eccesso di velocità.
Sarà forse arrivato il momento di fare una campagna contro l'uso dei telefonini alla guida?
La cosa più interessante l'ha detta però il presidente dell'ACI, Enrico Gelpi, rimarcando che per ogni singolo euro speso in sicurezza stradale, se ne risparmiano 20 in mancati incidenti. Ecco, e vista l'attenzione del mondo politico per entrambi i temi, la sicurezza e il contenimento dei costi, questa potrebbe essere una chiave giusta per convincere i futuri governanti dell'Italia a impegnarsi realmente per diminuire l'incidentalità stradale. E per concludere il discorso, Gelpi ha ricordato che in dieci anni si sono salvate 14.500 vite e risparmiati 25 miliardi di euro.
La lettura dei numeri è impressionante. Nel 2010 sulle nostre strade sono morte 4090 persone, contro le 7096 del 2001. I feriti sono stati 302.735 (erano 373.286) e gli incidenti sono scesi a 211.404, dagli originari 263.100. È proprio l'analisi di questi andamenti che può dare un contributo importante a individuare le politiche migliori per contrastare l'incidentalità.
Come sempre, il consuntivo è arrivato a novembre; ma quest'anno per la prima volta ne avevamo avuto un'anticipazione già nell'estate scorsa. E poi, il portale I.stat (dati.istat.it) da oggi rende disponibili tutti i dati, anche quelli regionali e provinciali. Forse è la volta buona per avviare una spirale virtuosa di collaborazione.
E torniamo a fornirvi qualche spunto. La maggior parte degli incidenti si verificano su strade urbane (75,7%), con il 43% dei morti e il 72,1% dei feriti. Attenzione però all'aumento della mortalità in autostrada, +7,4%.
Per quanto riguarda le città, curiosamente Verona e Palermo sono vicine in vetta alla triste classifica del tasso di mortalità per incidente, rispettivamente 1,7 e 1,6%. All'estremo opposto Milano e Bari: 0,5%.
Negativo per noi dueruotisti il tasso di mortalità legato al veicolo: 1,8% per le moto (1,8 morti ogni cento incidenti), 1,7 per le bici, 1,3 per le minicar (era 1,1 nel 2009) e 0,7% per le auto.
E ora la domanda delle domande: come e perché si fanno incidenti? Urto frontale, ostacolo improvviso, uscita di strada e investimento di pedone. Per le motivazioni, nell'ordine: mancata precedenza, guida distratta, eccesso di velocità.
Sarà forse arrivato il momento di fare una campagna contro l'uso dei telefonini alla guida?
ufficiali di Dueruote
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