SBK, Melandri: "Sono la persona giusta nel posto giusto"


di Marco Gentili martedì, 27 dicembre 2016
Marco Melandri è pronto e carico come non mai per tornare in SBK da protagonista. Le premesse per fare bene ci sono, visto che con la Ducati Panigale è subito scattato il colpo di fulmine



“Sono la persona giusta nel posto giusto”. Marco Melandri ha rischiato, scommettendo su se stesso, rinunciando a qualche comparsata e fermandosi un anno in attesa della grande occasione. Che è arrivata seppure la sua carta d'identità non sia più verdissima: Macio oggi ha 34 anni, e questo fa di lui uno dei piloti più esperti della Superbike. Ma forse proprio per questo, per l’ex campione della 250 si sono spalancate le porte del team ufficiale Ducati.

Marco, come sei arrivato a Borgo Panigale?
“È stata un’opportunità inattesa, arrivata grazie al team manager del team Althea Ducati Serafino Foti. Avevo lavorato con lui in BMW e si ricordava del mio metodo di lavoro”.

Tu però hai la fama di pilota difficile da gestire.
“C’è una fama pubblica, spesso immeritata. E poi le persone che ti conoscono e ti apprezzano per come sei veramente”.

Manchi da due anni dalla SBK. Adesso trovi un regolamento ben diverso, con la griglia invertita tra Gara-1 e Gara-2 e un intero weekend di gara, invece della giornata con entrambe le corse.
“La cosa non mi spaventa. Per un pilota fisicamente preparato e muscolare come me, era di sicuro un vantaggio poter correre due gare nella stessa giornata. Ho molti avversari che accusavano le due manche nello stesso giorno a livello fisico... Loro potrebbero essere ora avvantaggiati”.

Hai 34 anni e molti dei tuoi avversari, come Van der Mark, sono ben più giovani di te. Può essere un limite?
“Non in Superbike. Personalmente mi sento molto più in forma oggi che non cinque o sei anni fa. E in Ducati ho trovato l’ambiente ideale per esprimermi. Mi sento davvero la persona giusta nel posto giusto”.

Quali sono le prime sensazioni che hai provato sulla Ducati Panigale?
“L’ho potuta provare poco, ma è subito stato colpo di fulmine. La moto ha un avantreno sincero e reattivo, e il motore mi ha subito messo a mio agio. Non è una moto facile da guidare, nel senso che bisogna essere abili a gestire la coppia esuberante del propulsore, ma sono sicuro che mi darà molte soddisfazioni!”.

Fai un pronostico, come finirà il Mondiale?
“Chaz Davies per me è il pilota da battere. Se migliora sul bagnato darà paga a Rea”.

E Melandri, che stagione farà?

“Punto solo a divertirmi. E di solito... se mi diverto, faccio bene!”.



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