SBK Donington: nel regno di Sykes


Stefano Borzacchiello mercoledì, 24 maggio 2017
Per la sesta prova della stagione il Mondiale SBK, profondamente segnato dalla tragica scomparsa di Nicky Hayden, questo fine settimana riaccenderà i motori sul tracciato inglese di Donington, pista che nelle ultime edizioni ha avuto un solo dominatore Tom Sykes



Il Mondiale delle derivate segnato dal dolore per la perdita di Nicky Hayden questo fine settimana riaccenderà i motori sul tracciato britannico di Donington. Una pista che nelle ultime quattro edizioni ha visto in Tom Sykes il dominatore incontrastato. Con queste premesse il campione del mondo 2013 su questo tracciato potrebbe rialzare la testa per andare a conquistare la sua prima vittoria della stagione.

Stagione che fino a questo momento vede il due volte campione del mondo Jonathan Rea leader incontrastato in vetta alla classifica con 74 punti di vantaggio e Chaz Davies nel ruolo di primo sfidante, per ora con tre successi, uno ad Aragon e due consecutivi a Imola, ma anche due zeri che pesano come macigni con un Rea in stato di grazia capace di vincere ben sette volte. Se Sykes sarà protagonista e magari per la prima volta quest’anno sarà capace di arginare Rea, in Ducati c’è attesa per Marco Melandri, qui vincitore nel 2012, che nella stagione del ritorno sulle derivate ha già assaporato in più occasioni il podio, ma non ha ancora gustato il piacere di una vittoria sulla Panigale. Risultato che nel Mondiale può vantare per ora solo Chaz Davies.

Restando sulle Ducati da non sottovalutare Xavi Fores, lo spagnolo del team Barni ha mostrato una progressione dall’inizio della stagione positiva e potrebbe rivelarsi protagonista. Dopo aver lottato per qualche giro per la testa della gara a Imola Leon Camier correrà davanti ai suoi tifosi accarezzando il sogno di portare la MV Agusta sul podio, che in una SBK a questo livello sarebbe davvero un’impresa eccezionale. Fra le wildcard da segnalare il ritorno di Leon Haslam nel Mondiale, il britannico correrà su una Kawasaki Ninja del team di Manuel Puccetti.

Per il team Honda si prospetta un fine settimana difficilissimo, il dolore per la perdita di Nicky Hayden che stava lavorando a testa bassa per far crescere la nuova CBR dovrà trasformarsi in energia positiva per dare a Stefan Bradl lo stimolo per correre due gare da protagonista. Di sicuro Stefan avrà intorno a sé l’affetto dei tifosi e di tutto il paddock. Voglia di lasciarsi alle spalle i risultati deludenti di Imola per il team Milwaukee che con Eugene Laverty e Lorenzo Savadori quest’anno puntava ad essere protagonista, ma purtroppo la RSV4 RF di oggi paga un anno e più di sviluppo rispetto alle rivali più accreditate. Lavoro invece su cui Yamaha prosegue ininterrottamente dallo scorso anno anche se finora nè Alex Lowes nè Michael van der Mark hanno portato a casa alcun podio.

Capitolo BMW. Jordi Torres non ha nascosto i problemi con l’elettronica dall’inizio della stagione, ma ha mostrato di avere le doti per portare la S1000RR nella top ten appena gli è possibile, certo per il team Althea, campione del mondo nel 2011 con Carlos Checa, le ambizioni sono altre. Un occhio sempre ai nostri, da Raffaele De Rosa alla sua prima stagione in SBK all’altro esordiente Riccardo Russo, ad Ayrton Badovini in attesa di riscattarsi dopo la debacle di Imola, senza dimenticare il sammarinese Alex De Angelis ancora lontano dalle posizioni che contano.