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Sbk e corse
Sbk: A Donington ha vinto l'agonismo
di Luca Sordi, foto Alex Photo
aggiornato il 13/05/2012 in
Sbk e corse
Gare bellissime, BMW che vince per la prima volta e finale triller, una ricetta che ha fatto dimenticare in un colpo solo il passo falso di Monza. Rea da condannare?
Donington - Tutto si può dire della Superbike tranne che sia noiosa, monotona, ripetitiva. Solo sette giorni fa si è scatenato un putiferio bollando i piloti di questo campionato come delle "signorine" capricciose, oggi gli stessi sono assurti al ruolo di divinità. Così come a Monza abbiamo preso le distanze sull'incoscienza ad ogni costo, a Donington siamo stati felici di aver ritrovato lo spirito sano delle competizioni motociclistiche. Sono stati duelli epici, duri, ma sostanzialmente corretti.
Nel fine settimana del paventato passaggio dei diritti TV da LA7 a Mediaset, il mondiale delle derivate di serie ha fornito uno spettacolo superbo che ha entusiasmato anche Valentino Rossi presente, come sempre quando ci sono i momenti topici nello sport del motore, con una felicissima battuta su twitter (…che razza di gare in Superbike, bravi tutti!....le nostre gare sono diventate più noiose…). Chiunque gestirà con le riprese questo campionato avrà comunque di che leccarsi i gomiti perché duelli così accesi e ravvicinati sono molto frequenti ed è quello che gli appassionati ricercano e seguono con grande attenzione. Il campionato è apertissimo, certo siamo solo alla quinta gara, ma trovare i primi cinque piloti, con cinque moto diverse, racchiusi in 31 punti è una garanzia per il futuro.
Nel fine settimana del paventato passaggio dei diritti TV da LA7 a Mediaset, il mondiale delle derivate di serie ha fornito uno spettacolo superbo che ha entusiasmato anche Valentino Rossi presente, come sempre quando ci sono i momenti topici nello sport del motore, con una felicissima battuta su twitter (…che razza di gare in Superbike, bravi tutti!....le nostre gare sono diventate più noiose…). Chiunque gestirà con le riprese questo campionato avrà comunque di che leccarsi i gomiti perché duelli così accesi e ravvicinati sono molto frequenti ed è quello che gli appassionati ricercano e seguono con grande attenzione. Il campionato è apertissimo, certo siamo solo alla quinta gara, ma trovare i primi cinque piloti, con cinque moto diverse, racchiusi in 31 punti è una garanzia per il futuro.
Il 13 Maggio passerà alla storia per la prima vittoria iridata della BMW nelle gare per derivate di serie. Il marchio di Monaco, se escludiamo la FIM CUP Superstock 1000 che è un campionato continentale, non saliva sul gradino iridato più alto del podio dal 22 Maggio del 2011 quando alla 8 ore di Albacete Sebastien Gimbert e Erwan Nigon hanno portato alla vittoria la S1000RR. Un'affermazione importante, ma ottenuta nelle gare di durata che hanno tutto un altro riscontro mediatico. Se vogliamo proprio andare a trovare un risultato simile bisogna risalire al 1938 quando Georg Meyer si aggiudicò l'allora Campionato D'Europa FICM, l'antesignano dell'odierno motomondiale.
La tanto agognata prima vittoria è arrivata per merito di un italiano, Marco Melandri, per caso del destino di Ravenna come Davide Tardozzi, chiamato a suo tempo a comandare il gruppo tedesco ma uscito non senza polemiche per divergenze sulla gestione tecnica della squadra. E' stata però anche il riscatto per Andrea Dosoli, anche lui messo a piedi dal ritiro della Yamaha, che grazie ad una profonda ristrutturazione ha portato lo storico marchio ad eccellere anche nella Superbike. La fantastica doppietta poteva essere replicata anche in gara 2, ma dopo una manche da coronarie forti, si è risolto tutto a poche decine di metri dal traguardo. Melandri, in leggero vantaggio su Haslam, ha tentato il tutto per tutto consapevole che l'eventuale errore, come in effetti è successo, lo avrebbe portato largo, senza per questo compromettere il podio. Leon capito che il compagno di squadra era arrivato largo ha forse lasciato uno spazio in più alla sua sinistra dove è andato ad incunearsi senza troppi complimenti Rea.
La tanto agognata prima vittoria è arrivata per merito di un italiano, Marco Melandri, per caso del destino di Ravenna come Davide Tardozzi, chiamato a suo tempo a comandare il gruppo tedesco ma uscito non senza polemiche per divergenze sulla gestione tecnica della squadra. E' stata però anche il riscatto per Andrea Dosoli, anche lui messo a piedi dal ritiro della Yamaha, che grazie ad una profonda ristrutturazione ha portato lo storico marchio ad eccellere anche nella Superbike. La fantastica doppietta poteva essere replicata anche in gara 2, ma dopo una manche da coronarie forti, si è risolto tutto a poche decine di metri dal traguardo. Melandri, in leggero vantaggio su Haslam, ha tentato il tutto per tutto consapevole che l'eventuale errore, come in effetti è successo, lo avrebbe portato largo, senza per questo compromettere il podio. Leon capito che il compagno di squadra era arrivato largo ha forse lasciato uno spazio in più alla sua sinistra dove è andato ad incunearsi senza troppi complimenti Rea.
Nel contatto l'inglese in sella alla BMW è caduto centrando nella scivolata l'incolpevole italiano. Jonny ha vinto davanti ad un Biaggi sorpreso ma vigile e Sykes che ha replicato la terza piazza ottenuta anche nella partenza precedente. Bernhard Gobmeier, numero 1 della BMW si è inginocchiato a terra dopo il volo di gioia vissuto in gara 1, ma anche al di là della delusione per la mancata vittoria è ripartito da Donington con una certezza in più che è quella che vede la S1000RR in piena lizza per il titolo al pari dell'Aprilia, grazie ad un Biaggi oggi tosto e concreto, alla Kawasaki, ancora in debito d'ossigeno sulla distanza e alla Honda che può contare solo sul talento sconfinato, ed a volte un po' arrembante, di Jonathan Rea. L'Inghilterra si è rivelata una Caporetto per la Ducati.
L'errore di Checa nella Superpole con il montaggio di una gomma sbagliata, la brutta partenza in gara 1 rimediata con un recupero premiato con buoni punti ed il disastro al secondo start che ha messo fuori in uno spettacolare filotto anche Smrz e Giugliano, hanno pesato tantissimo sulle mire della casa bolognese. Tra l'altro, e non è una cosa da poco, la 1098 andrà in pensione a fine anno in quanto avrà in scadenza l'omologazione. Dal 2013 sarà un'altra storia con la Panigale, al momento protagonista nella Superstock. Dopo il plauso per Badovini, ottimo sesto in gara 2, e la nuova difficile domenica di Fabrizio, da segnalare il positivo esordio di Baz, sulla seconda Kawasaki ufficiale ed Hickman che ha preso il posto di Hopkins in sella alla Suzuki.
L'errore di Checa nella Superpole con il montaggio di una gomma sbagliata, la brutta partenza in gara 1 rimediata con un recupero premiato con buoni punti ed il disastro al secondo start che ha messo fuori in uno spettacolare filotto anche Smrz e Giugliano, hanno pesato tantissimo sulle mire della casa bolognese. Tra l'altro, e non è una cosa da poco, la 1098 andrà in pensione a fine anno in quanto avrà in scadenza l'omologazione. Dal 2013 sarà un'altra storia con la Panigale, al momento protagonista nella Superstock. Dopo il plauso per Badovini, ottimo sesto in gara 2, e la nuova difficile domenica di Fabrizio, da segnalare il positivo esordio di Baz, sulla seconda Kawasaki ufficiale ed Hickman che ha preso il posto di Hopkins in sella alla Suzuki.
Donington - Smaltita la sbornia in casa BMW e con un sole ancora più forte è partita Gara 2 nel green inglese di Donington Park. L'inizio è stato subito da coronarie forti con Checa che, dopo aver tamponato Laverty, ha innescato la caduta di Smrz ed il diritto di Giugliano…Michel Fabrizio è stato più veloce, troppo, anticipando la partenza non ha passato la scure regolamentare incappando nel ride trough. Sykes ha fotocopiato gara 1 portandosi in testa seguito da Biaggi, Haslam e Melandri. Il ravennate tra l'altro è stato sportellato da Rea al tornantino al terzo passaggio ma per fortuna non ha causato danni evidenti.
Marco per suo conto e Jonny da par suo non sono certo dei damerini e l'italiano ha replicato subito dopo riprendendosi la posizione nel quinto passaggio mettendosi poi alla caccia di Haslam. Mentre la freccia verde ha continuato a comandare e Biaggi attento a gestire la gara, Melandri ha recuperato di brutto lasciandosi alle spalle Rea mentre nei campi lunghi delle telecamere si è rivisto Laverty in lotta con Camier per la ottava posizione. Alla chiusura del decimo passaggio i fantastici cinque lì davanti hanno fatto scintille, uno spettacolo che Laverty purtroppo ha visto solo da lontano dopo aver disintegrato la sua Aprilia nel tratto più veloce del tracciato.
Quattordicesimo giro nero per Biaggi che nella parte finale ha perso tre posizioni in sole due curve. Il romano ha tentato subito il contrattacco ma Rea lo ha aiutato arrivando lunghissimo alla curva prima del traguardo. Grandissima Superbike! Gli ultimi giri sono stati strepitosi con Haslam davanti ma dietro non è passata curva senza un acuto da parte di ogni singolo protagonista. L'ultimo giro è stato da infarto. Tra sportellate attacchi alla vita persa ed errori vari al ruolo di giudice si è candidato Rea speronando Haslam che cadendo ha travolto Melandri in quel punto arrivato lungo per giocarsi ancora una volta la vittoria.
Biaggi ha recuperato una seconda piazza preziosissima, Sykes, in calo sul finale, è salito sul gradini più basso del podio mentre Camier ha portato la Suzuki al quarto posto, miglior risultato della stagione. Il dopo gara sarà rovente mentre la classifica vede ancora Biaggi leader davanti a Sykes (soli cinque punti tra i due) , Rea e Carlos Checa. A dopo per i commenti
Marco per suo conto e Jonny da par suo non sono certo dei damerini e l'italiano ha replicato subito dopo riprendendosi la posizione nel quinto passaggio mettendosi poi alla caccia di Haslam. Mentre la freccia verde ha continuato a comandare e Biaggi attento a gestire la gara, Melandri ha recuperato di brutto lasciandosi alle spalle Rea mentre nei campi lunghi delle telecamere si è rivisto Laverty in lotta con Camier per la ottava posizione. Alla chiusura del decimo passaggio i fantastici cinque lì davanti hanno fatto scintille, uno spettacolo che Laverty purtroppo ha visto solo da lontano dopo aver disintegrato la sua Aprilia nel tratto più veloce del tracciato.
Quattordicesimo giro nero per Biaggi che nella parte finale ha perso tre posizioni in sole due curve. Il romano ha tentato subito il contrattacco ma Rea lo ha aiutato arrivando lunghissimo alla curva prima del traguardo. Grandissima Superbike! Gli ultimi giri sono stati strepitosi con Haslam davanti ma dietro non è passata curva senza un acuto da parte di ogni singolo protagonista. L'ultimo giro è stato da infarto. Tra sportellate attacchi alla vita persa ed errori vari al ruolo di giudice si è candidato Rea speronando Haslam che cadendo ha travolto Melandri in quel punto arrivato lungo per giocarsi ancora una volta la vittoria.
Biaggi ha recuperato una seconda piazza preziosissima, Sykes, in calo sul finale, è salito sul gradini più basso del podio mentre Camier ha portato la Suzuki al quarto posto, miglior risultato della stagione. Il dopo gara sarà rovente mentre la classifica vede ancora Biaggi leader davanti a Sykes (soli cinque punti tra i due) , Rea e Carlos Checa. A dopo per i commenti
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1 Rea J. (GBR) Honda CBR1000RR 34'31.847 (160,777 kph)
2 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 0.508
3 Sykes T. (GBR) Kawasaki ZX-10R 2.029
4 Camier L. (GBR) Suzuki GSX-R1000 4.245
5 Guintoli S. (FRA) Ducati 1098R 6.595
6 Badovini A. (ITA) BMW S1000 RR 17.469
7 Davies C. (GBR) Aprilia RSV4 Factory 17.788
8 Baz L. (FRA) Kawasaki ZX-10R 21.093
9 Hickman P. (GBR) Suzuki GSX-R1000 21.866
10 Aoyama H. (JPN) Honda CBR1000RR 22.620
11 Canepa N. (ITA) Ducati 1098R 26.764
12 Zanetti L. (ITA) Ducati 1098R 27.043
13 Fabrizio M. (ITA) BMW S1000 RR 28.390
14 Aitchison M. (AUS) BMW S1000 RR 56.618
15 Haslam L. (GBR) BMW S1000 RR 1'20.196
2 Biaggi M. (ITA) Aprilia RSV4 Factory 0.508
3 Sykes T. (GBR) Kawasaki ZX-10R 2.029
4 Camier L. (GBR) Suzuki GSX-R1000 4.245
5 Guintoli S. (FRA) Ducati 1098R 6.595
6 Badovini A. (ITA) BMW S1000 RR 17.469
7 Davies C. (GBR) Aprilia RSV4 Factory 17.788
8 Baz L. (FRA) Kawasaki ZX-10R 21.093
9 Hickman P. (GBR) Suzuki GSX-R1000 21.866
10 Aoyama H. (JPN) Honda CBR1000RR 22.620
11 Canepa N. (ITA) Ducati 1098R 26.764
12 Zanetti L. (ITA) Ducati 1098R 27.043
13 Fabrizio M. (ITA) BMW S1000 RR 28.390
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