MotoGP Jerez: per Rossi è la gara di casa


Marco Gentili martedì, 2 maggio 2017
Sul circuito andaluso Rossi ha vinto 9 volte in carriera, 7 tra 500 e MotoGP. Qui si è imposto anche 12 mesi fa. E adesso si presenta al via da leader del Mondiale. Potrebbe essere la gara della svolta per il pilota Yamaha. Soprattutto se Vinales e Marquez continueranno a scornarsi tra di loro



Jerez de La Frontera è un grosso Comune spagnolo dell’Andalusia, a una manciata di chilometri dall’oceano Atlantico. In questa che è sempre stata terra di conquista per gli stranieri, la tradizione spagnola incontra Bisanzio e l’Islam. Ma se parliamo di moto, i conquistatori siamo noi italiani.

Dati alla mano, il GP di Spagna che si corre dal 1950 (un anno prima che entrasse nel calendario del Motomondiale) ha visto dominare i nostri piloti sin dalla prima edizione, che però non valeva per il titolo, dove a imporsi in 500 fu Nello Pagani. Limitandoci alla classe regina, sul tracciato di Jerez si sono corse 53 gare: in 12 occasioni si sono imposti piloti italiani, seguiti dagli spagnoli (11 successi) e dagli statunitensi (10). Il re di Jerez, tra 500 e MotoGP, è un signore ancora in attività, che si presenta al via della prossima gara in Andalusia in testa al Mondiale. Valentino Rossi qui si è imposto per 7 volte: la prima nel 2001 nell’ormai estinta 500, l’ultima appena 12 mesi fa.

Stavolta però la musica è diversa. Oltre che con il conforto delle statistiche (a cui, per completezza, dovremmo aggiungere anche una vittoria in 125 e una un 250, che portano il bottino complessivo a nove), Rossi parte con tutti i favori del pronostico. Nelle prime tre gare della stagione non ha mai vinto ma nonostante questo è davanti a tutti, dimostrando che esperienza e continuità di risultati possono essere un ottimo surrogato delle vittorie. Inoltre Jerez è una delle piste che più si addice alle caratteristiche della Yamaha YZF-R1.

Anche per questo il duello più probabile sarà il derby tra le frecce blu di Iwata. Da un lato Valentino, primo in classifica con 56 punti. Dall’altro, in ritardo di sei punti, Maverick Vinales (autentica rivelazione di questo inizio stagione grazie alle due vittorie nelle prime due gare) che a Jerez parte con il dente avvelenato da quella caduta piuttosto evitabile rimediata nel GP Americhe due settimane fa.

Ma perché Rossi parte con i favori del pronostico? A 38 anni compiuti, il Dottore potrebbe rivestire alla perfezione il ruolo di terzo incomodo tra Vinales e Marc Marquez, aspettando che uno dei due commetta un errore fatale. I due giovani spagnoli si marcano stretti, si controllano a vicenda, fanno a gara a chi spinge di più. E quando si corre così l’errore è sempre dietro l’angolo. Non a caso Vinales è caduto in Texas, Marquez in Argentina. Se si annullano a vicenda, a beneficiarne sarebbe proprio il pilota di Tavullia.

Se è piuttosto facile prevedere che i motori Yamaha e Honda possano dominare la scena anche domenica prossima, al momento è altrettanto prevedibile ipotizzare che la Ducati, su una pista dove storicamente non ha mai raccolto molto (11 anni fa la prima e unica vittoria con Loris Capirossi), dovrà ancora rincorrere: Jorge Lorenzo sta ancora prendendo le misure con la sua nuova Desmosedici, mentre Andrea Dovizioso, con la lodevole eccezione del debutto in Qatar, ha visto il podio col binocolo.

Chi deve ancora dimostrare il suo valore invece sono Aprilia (che è apparsa comunque in crescita ed è sempre più competitiva), la debuttante KTM e la Suzuki, con Andrea Iannone in cerca di conferme dopo l'inizio disastroso di stagione e l'incoraggiante settimo posto di Austin.