Motogp
Jerez: Lorenzo si regala la pole
Jorge compie 26 anni e firma la seconda pole stagionale, con una grande prova di forza. Gli altri cadono tutti, ma Pedrosa e Marquez sono in prima fila. Crutchlow 4° davanti a Rossi, 5°. Dovizioso solo 9° punta il dito contro le Bridgestone. Iannone 11° con un ginocchio ko
Detto che nel Q1, Bradl e Smith riescono ad avere la meglio su Espargaro e Pirro, accedendo con orgoglio al Q2. L'ultimo step della qualifica che si rivela spettacolare e tiratissimo, ma purtroppo ancora ricco di cadute. Dove è Lorenzo che, con due uscite perfette, firma due giri stratosferici, l'ultimo dei quali in 1:38.673 che gli vale la pole. Un successo maiuscolo come il suo nome all'ultima curva di Jerez. Ovvero in quel T4 dove Jorge fa la differenza e stacca Pedrosa di un bel +0.247. Dani però non ci sta e prova un ultimo giro al limite. Troppo al limite, visto che perde l'anteriore e finisce la sua corsa strisciando nella ghiaia. Mentre Marquez si accontenta saggiamente del terzo posto, a 51 millesimi dal compagno di box. Raddoppia invece in termini di cadute Crutchlow, che carambola ancora, e ancora più forte, ma ritorna determinato ai box ed esce per l'ultimo giro lancito. Cal è davvero indemoniato e alla fine apre la seconda fila con il quarto posto.
Tocca quindi a Rossi tentare l'assalto alla pole, che finisce suo malgrando con un 5° posto, ingloriosamente con un botto spettacolare nella via di fuga. La M1 numero 46 è completamente da ricostruire, o per metà da buttare, ma Valentino si dice fortunato dell'essere illeso e positivo per la gara: "Il passo è buono e l'importante è partire bene". Chiude quindi la seconda fila Bautista, 6°, per l'orgoglio della bandiera spagnola, mentre in terza linea sudano Hayden, Bradl e Dovizioso che segnano distacchi consistenti, intorno a 1 secondo. Con Andrea che alla fine punta il dito contro le gomme: "La Bridgestone porta coperture troppo morbide che con queste temperature non lavorano bene e si rischia troppo. Infatti sono caduti in tanti". Una nuova stoccata al costruttore giapponese e un segnale di malcontento, nemmeno troppo velato, alla Dorna, a cui si aggiunge anche Valentino.
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