sab, 30 giugno 2012

In carena: i maghi del mercato

di Marco Masetti
In carena: i maghi del mercato
Li vedi facendo zapping in tv, oppure sulle pagine dei quotidiani sportivi. Mettono e tolgono piloti da una squadra all'altra, decidono strategie, disegnano scenari. Tutti rigorosamente virtuali, quindi raramente veri

Sono i maghi del mercato piloti, quelli che un giorno dicono che Rossi resta dov'è (quello che penso anch'io), oppure che è già alla Yamaha o alla Honda. Molto rumore per nulla, al massimo un piccolo incremento di audience. I veri maghi del mercato sono altri e raramente li vedi in tv.

Sono quelli che hanno iniziato a seguire da vicino e in maniera molto professionale, Marc Marquez quando era ancora un "topetto" che correva e cadeva parecchio in 125. In quel mucchietto d'ossa, i veri maghi videro il futuro e lo indirizzarono. Verso Repsol e quindi verso Honda. Dando stabilità e sicurezza al pilota, risparmiandogli collette e anticamere, arrivando persino a far eliminare regole sfavorevoli. Come quella che voleva i debuttanti in MotoGP costretti a fare una stagione in un team satellite.


In carena: i maghi del mercato

 

Anche con Pedrosa successe più o meno la stessa cosa e la storia di Lorenzo ci racconta che per far crescere un futuro campione, cioè un crack di mercato serve programmazione, investimento. Perché tirar fuori dal mazzo un ragazzo vincente è molto più difficile di staccare un assegno milionario e comprare i servigi di un big, magari a fine carriera.

Valentino Rossi non è venuto fuori dal nulla: c'è stato, alle sue spalle, un movimento di sponsor, team e costruttori che lo ha portato in alto. A memoria, ricordo solo tre piloti di alto livello che sono venuti fuori con grinta, coraggio, risultati e poche "spinte" importanti. Dovizioso, Stoner e Simoncelli, ecco il tris.


Ma le altre operazioni sono state tutte a larga gittata. Andando nella storia recente, mi viene in mente Maverick Vinales, leader in Moto3 e predestinato ad un grande futuro. Bene, ha un team importante alle spalle e uno sponsor che lo sta già usando per la promozione dei propri prodotti.

Allora, cosa ne pensate?
Il mercato è quello urlato in TV con scoop, bombe (spesso inesplose), oppure quello a lunga gittata di chi alleva i campioni?
Saluti da Assen.




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