Motogp
Valencia: battaglia finale
In palio nel circuito spagnolo il titolo della 250 tra Lorenzo e Dovizioso e quello della MotoGP tra Rossi ed Hayden. Pronostici difficili, una sola certezza: sarà una grande domenica!
Il sogno si avvera, quello che tutti volevano vedere adesso è in programma: domenica, sulla pista-salotto di Valencia si assegnano i due titoli mondiali ancora in programma, 250 e MotoGp. Probabilmente sarà la giornata in cui il motociclismo batterà tutti i record di audience televisiva, ma anche un pomeriggio nel quale ci saranno emozioni da vendere.
Ultima gara per la MotoGp con formula a 990 cc prima del debutto delle 800 che correranno la prossima stagione e occhi puntati sulla sfida Rossi - Hayden e quindi Honda contro Yamaha con tutte le possibili e quasi infinite variabili del caso.
L'unico che alla vigilia è sicuro del titolo mondiale è Troy Bayliss che con quello della SBK in tasca va a sfidare i vecchi compagni della MotoGp in sella alla Ducati ufficiale al posto di Gibernau, come solito infortunato. Il resto è tutto da scrivere.
Comanda le danze Valentino Rossi con 8 punti di vantaggio su Hayden, secondo la classifica risultata dopo la folle gara del Portogallo che ha fatto capire tante cose. Ad esempio che Rossi non molla mai e la sua rincorsa iniziata a Laguna Seca da “meno 51” lo conferma. Il giorno seguente quel GP degli USA, con Hayden vincitore e l’italiano costretto al ritiro, i giornali parlavano di un Rossi che rinunciava alla corsa al mondiale. Nessuno però aveva considerato che per questo pilota non esistono imprese impossibili. Di fronte a Valentino, a Valencia c'è un obiettivo apparentemente semplice: gestire 8 punti. Però, su quella pistina spagnola gli imprevisti possono essere tanti. Ad esempio ci sono sette Honda in campo, sei delle quali sono nei primi del ranking mondiali, e di queste quattro sono guidate da piloti che hanno vinto gare in questa stagione (Hayden, Pedrosa, Melandri, Elias). Insomma, se i "dormienti" della Honda faranno un minimo di strategia, per Rossi c'è solo un sistema per star tranquillo: andare in testa e starci. Altrimenti son dolori. E non voglio pensare a tattiche antisportive: quelle gli hondisti le fanno solo tra loro!
Attenzione ad Hayden che lotterà per la sua gara della vita, a Pedrosa che cercherà di farsi perdonare per la somma ca...ta (scegliete voi il termine) dell'Estoril, a Melandri che vuol vincere, a Elias che sa come si fa, a Roberts che se parte bene è un brutto cliente, a Stoner che saluta la Honda e lo vuol fare sul podio. Vai, gli ingredienti ci sono tutti, mettiamoci anche la Ducati di Capirossi che bene o male lotta per il terzo posto, il meteo incerto e avremo la gara più eccitante del secolo.
PS: spegnete il telefono e pregate perché i pit stop di Italia 1 siano il meno possibile.
PS 2: da lunedì provano le nuove 800 e noi ci siamo.
Qui siamo già belli caldi perché la sfida è per il titolo tra Jorge Lorenzo con l'Aprilia a quota 276 e Andrea Dovizioso con la Honda a 263. Tredici punti che possono essere tanti o pochi per lo spagnolo che, detto tra noi, può solo perdere il mondiale. La sua moto è superiore e questo lo si sapeva, in più Jorge a Valencia va forte da far paura. In teoria l'iberico dovrebbe aver vita facile, ma di testa non è proprio un mostro di costanza come ha dimostrato in Portogallo buttando via una gara in maniera incredibile, in a un “braccino” che lo hanno fatto arrivare sesto mentre Dovi andava a vincere da grandissimo in volata su Aoyama.
Andrea ha dalla sua una pista che minimizza le differenze di prestazioni, una temperatura per forza di cose non estiva e che quindi fa rendere al meglio la sua Honda molto sensibile al caldo e la sua testa. Lucido e implacabile l'italiano non ha nulla da perdere, ma sa che può farcela e il forlivese ha un pregio: non sbaglia mai le palle goal.
Attenzione anche alla sfida per il terzo posto mondiale tra due piloti che ultimamente sono sempre da podio, ovvero De Angelis a 203 e Aoyama che ne ha dieci in meno. E poi il grande sogno di Roberto Locatelli che da privato è quinto nel mondiale, impresa teoricamente impossibile alla vigilia. Metteteci anche Takahashi, Simoncelli (che pare in ripresa), l'ultima gara con la KTM di Poggiali ed ecco una gara fantastica.
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La Formula Aspar, meglio il monologo dello strepitoso Alvaro , campione del mondo con netto anticipo e la straordinaria superiorità tecnica della nuova Aprilia (che per ora solo lo spagnolo guida) lascia poco spazio alle ambizioni altrui.
Sulla pista di casa, di fronte al suo pubblico e nelle condizioni di forma strepitosa in cui si trova da tempo, Alvaro ha in mente solo una galoppata vittoriosa, per festeggiare e per stabilire nuovi record, raggiungere le nove vittorie e il record di punti accumulati già più numerosi di quelli portati a casa da Rossi nella stagione 1997.
Gli altri saranno a cercare la gara del riscatto. Ad esempio potrebbe far bene Mika Kallio, saldamente secondo con la KTM. Ma vediamo con interesse la lotta per la terza piazza con Mattia Pasini a 185 e il compagno di team Hector Faubel a 174. E poi le ambizioni di vittoria di Gadea e Pesek, qualche sgambetto finale dei piloti Honda come Lai e Talmacsi.
Corsi che cerca un posto per la prossima stagione ha l'obbligo di fare bene, come Luthi che sogna di lasciare il suo numero uno con una vittoria. E poi è l'ultima volta che vedremo in azione in 125 Bautista, Kallio, Luthi che da lunedì penseranno solo alla 250. Insomma, seguiamo questa 125 con interesse e per scaldare l'ambiente...
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