Yamaha V-Max


a cura di Stefano Borzacchiello giovedì, 5 giugno 2008
La celebre muscle bike della Casa di Iwata ritorna più potente e aggressiva che mai. Monta un nuovo motore quattro cilindri a V da 1679 cc e vanta una potenza di ben 200 CV. Verrà prodotta in un numero di esemplari limitato e si potrà prenotare solo via internet



I più attenti di voi l'avevano di sicuro già notata allo stand Yamaha all'Eicma 2007, ma quanti hanno pensato che quella esposta sarebbe diventata a pochi mesi di distanza una realtà? Pochi, e pochi comunque saranno i possessori, visto che per il primo anno la Yamaha ne produrrà solo 5000 unità e il prezzo di vendita di 20.000 euro c.i.m.
non è certo alla portata di tutti. Ma lo scopo era proprio quello di creare una moto esclusiva, unica nel suo genere per prestazioni, che però mantenesse un evidente legame con la V-Max 1200 presentata nel lontano 1984, che già allora aveva impressionato gli appassionati vantando una potenza di ben 145 CV . Una moto che nel corso di 24 anni di onorata carriera ha raccolto un grande consenso tra il pubblico con circa 100.000 unità vendute, ed è entrata nel mito mentre era ancora in produzione, venendo esposta al Guggenheim, durante la mostra "Art of motorcycle".
 

Per poter cavalcare la nuova V-Max bisognerà prenotarla sul sito internet www.new-vmax.com poi andare dal concessionario a perfezionare l'acquisto.
 
Dal punto di vista tecnico, la nuova Yamaha V-Max sfoggia un motorone, qui è proprio il caso di dirlo, quattro cilindri a V di 65° da ben 1.679 cc, ma quello che colpisce leggendo la scheda tecnica non è la cubatura ma la potenza: 200 CV con coppia massima di 166,80 Nm! E non stiamo parlando di una sportiva, ma di una "custom" anzi forse sarà meglio trovare per questa moto una definizione ad hoc. Comunque sono numeri che la portano di diritto nel guinness dei primati.
Su questo motore non ci sono poi solo un'esagerazione di cavalli, ma anche modernissime soluzioni tecniche come l'acceleratore elettronico e i cornetti di aspirazione ad altezza variabile, già visti sulla Yamaha YZF-R1.
Il motore pur avendo mantenuto le schema quattro cilindri a V è stato completamente riprogettato. Adesso l'angolo di inclinazione dei cilindri è di 65° rispetto ai 70° del precedente e questa modifica ha permesso di ridurre la lunghezza, ma anche di centralizzare meglio le masse della moto. In questo senso anche il serbatoio (da a 15 litri) sistemato sotto la sella dice la sua.
Oltre alle camere di combustione pentagonali e alla gestione elettronica del motore, che aumentano le prestazioni,la  V-Max adotta anche speciali candele all'iridio.  La distribuzione, a quattro valvole per cilindro, è mista ingranaggi-catena e i pistoni sono forgiati in alluminio. La frizione, come sulle moto sportive, monta il dispositivo antisaltellamento.
Nella vista laterale non passano inosservate le vistose prese d'aria in alluminio, posizionate ai lati del finto serbatoio, che convogliano l'aria in un airbox sovradimensionato grande quasi il doppio di quello montato sulla precedente V-Max.
La trasmissione è rimasta a cardano, ma rispetto alla precedente ha un look più snello e compatto.
Lo scarico è imponente con le quattro marmitte corte inclinate verso l'alto.
La ciclistica adotta ancora il telaio a doppio trave in alluminio, realizzato però con uno spessore differenziato. L'interasse della moto è cresciuto, passando da 1590 mm a 1700. La forcella ha steli da ben 52 mm e come il mono posteriore - con leveraggio progressivo - è interamente regolabile. L'impianto frenante sfoggia due dischi freno con profilo a margherita da 320 mm con pinze a sei pistoncini ad attacco radiale. Il disco posteriore è da 298 mm. Inoltre sulla V-Max sarà disponibile l'ABS. Da record è anche il peso di ben 310 kg in ordine di marcia.






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