Victory Vegas ‘Ness Signature’


dalla Redazione lunedì, 9 gennaio 2006
Un’alternativa americana alla Harley-Davidson? Chi ha detto che non esista? Le Victory dell’ultima generazione sono prodotti maturi e competitivi. Ed anche gli americani se ne stanno accorgendo…


di Daniele Massari, foto Massari - B.J. Nelson



Parla americano ed è una custom pura, ma non è un’Harley: uno dei più recenti successi del mercato statunitense si chiama Victory Vegas e, insieme agli altri modelli della rinnovata gamma del brand motociclistico del gruppo Polaris, si sta imponendo come valida alternativa alle Harley per i biker d’oltre oceano.



Chi fino ad oggi, negli States, aveva guardato con un pizzico d’invidia le performanti custom giapponesi, asserragliandosi però nella posizione di chi non sceglierebbe mai una custom proveniente dall’Oriente, sta infatti trovando finalmente ciò che cercava nella gamma di performanti cruiser, anch’esse rigorosamente americane, prodotte dalla Victory.



Si tratta di motociclette nate espressamente per il pubblico americano otto anni or sono, tuttora non importate in Europa (anche se la recente unione dei marchi Polaris e KTM lascerebbe sperare in un futuro non troppo remoto) e dotate di un brillante ed evoluto propulsore da 100 c.i. (oltre 1.600 cc), alimentato ad iniezione elettronica e dotato di testate a quattro valvole.



Il modello che abbiamo testato nel corso di una trasferta in California si chiama Vegas “Ness Signature” ed è un’edizione limitata della Vegas, impreziosita da una lunga serie di accessori firmati da Arlen Ness che, insieme a suo figlio Cory, ha recentemente preso in mano le redini del reparto di progettazione stilistica dell’azienda.
Costa 22.000 dollari contro i 15.800 della versione “base”, ma per prestazioni e finiture è paragonabile ad una Harley-Davidson della serie limitata “Screamin’ Eagle”: il costo di una Fat Boy, però, in questo caso è di 6.000 euro superiore.