mer, 02 maggio 2012

A spasso con le novità Headbanger

di Fabio Cormio
A spasso con le novità Headbanger Cosa sono e come sono fatte Come va la Woodstock Boogie Galleria fotografica
Una giornata per conoscere e capire le moto dell'atelier milanese: fatte a mano una a una, personalizzabili come si vuole. Abbiamo provato la cattivissima Woodstock Boogie in versione bobber

"È una pazzia". Non ha esitazioni un sorridente Giorgio Sandi, classe 1953, patron della Headbanger, quando si tratta di definire la sua avventura. Per chi non lo conoscesse, il marchio milanese produce moto "all'americana" (sostanzialmente ispirate alle Harley-Davidson degli Anni 60 e 70), curatissime, per certi versi esagerate, destinati ad appassionati benestanti e dal palato fine.
Giorgio Sandi, fondatore della Headbanger Giorgio Sandi, fondatore della Headbanger
 
"Le Headbanger riprendono il percorso che le moto hanno abbandonato da tanto tempo, - ci spiega Sandi - via qualsiasi orpello elettronico, iniezione compresa. Perché quello che noi rifuggiamo è quel modo ormai stereotipato di erogare la potenza. Le nostre sono moto vere, non necessariamente facili da guidare, non per forza adatte a tutti. Moto come le facevano quarant'anni fa. Eppure, contemporaneamente, moto di oggi: nel senso che, pur alimentate a carburatore, sono omologate Euro 3, sono garantite, hanno una buona rete di assistenza e sono costruite con materiali all'avanguardia. Insomma, sono fatte a mano ma hanno tutte le caratteristiche positive dei prodotti industriali di qualità".
In azione con la nuova, psichedelica Summertime In azione con la nuova, psichedelica Summertime
 

Comunque, qui alla presentazione delle novità del marchio tenutasi in Franciacorta (nei pressi della factory Headbanger di Rovato, BS), l'entusiasmo dei giornalisti e dello staff è palpabile e di fronte alla serena determinazione di Sandi e al pragmatismo e all'esperienza del suo socio, Luciano Andreoli, viene difficile essere d'accordo sul fatto che la Headbanger sia una pazzia, almeno non nel senso negativo del termine.
Del resto, gli importatori del brand italiano si stanno moltiplicando e le moto di Sandi e Andreoli già circolano, oltre che in Italia, in Francia, in Russia, in Slovenia, in Turchia, negli Emirati Arabi… I biker duri e puri hanno, oggi, una scelta in più.

E adesso scopriamo come sono fatte!




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