L'assicurazione per la pista


di Riccardo Matesic giovedì, 14 aprile 2016
Contrariamente a quanto si crede, non è vero che in pista ognuno si paga i propri danni. Fortunatamente, se abbiamo una moto targata e assicurata, probabilmente siamo coperti. Diversamente, esistono due offerte specifiche, che vi presentiamo in questo articolo


Cosa succede quando si gira in pista? Chi copre i danni eventualmente causati da un incidente? Eccezion fatta per i piloti con licenza FMI, il motociclista della strada di solito è scoperto. E non si pensi che, come succedeva una volta, in pista ognuno si paga i danni propri. Anche perché ormai i circuiti hanno tutti degli impianti televisivi che registrano costantemente, e non è difficile che un danneggiato intenti una causa a chi lo ha tirato in terra per avere il giusto risarcimento.

In pochi sanno che nelle condizioni di polizza della maggior parte delle compagnie è scritto che la garanzia RCAuto e moto copre anche la circolazione su suolo privato. Eccezion fatta, qui è il passaggio fondamentale, per le competizioni e le relative prove. Dunque, le prove libere non collegate a una gara sono coperte.

Sulle pagine di Dueruote.it abbiamo raccontato di un nostro caso, per il quale siamo stati risarciti. Ma fra le domande che abbiamo posto alle compagnie che hanno partecipato a questa inchiesta, abbiamo inserito anche questa. Molte hanno nicchiato, ma sia Generali che Reale Mutua hanno espressamente detto che la circolazione turistica in pista è coperta!

Esistono però compagnie che hanno escluso espressamente questa situazione dalle loro polizze. E poi, in molti circolano in pista con moto non assicurate; pur non essendo veri piloti.

In soccorso di questi appassionati ci sono un paio di offerte specifiche. La prima è della Federazione Motociclistica Italiana, che offre la Tessera Sport Autodromi.

Pensata specificamente per chi fa prove libere, fra i servizi offerti prevede la copertura della responsabilità civile verso terzi in pista, con un massimale fino a 1 milione e 100mila euro.

Non mancano le garanzie per il titolare della tessera: una diaria giornaliera in caso di ricovero (100 euro al giorno per massimo 60 giorni e con 3 giorni di franchigia), la copertura delle spese mediche (massimo 15.500 euro, con una franchigia di 160 euro e uno scoperto del 10%), e un indennizzo di 80.000 euro in caso di morte.

Per averla basta rivolgersi a uno dei moto club FMI, producendo un certificato medico per attività non agonistica e la fotocopia di un documento d'identità. Il costo è di 60 euro, ai quali va aggiunta la quota annuale del moto club, di solito oscillante fra i 50 e i 100 euro.

Attenzione però: la tessera Sport Autodromi è valida nella maggior parte delle piste italiane, a patto che l'organizzatore della giornata di prove sia un moto club FMI o una società in possesso della licenza federale di organizzatore. E qui, bisogna dire, la lista è un po' ristretta. Ma è un buon punto di partenza.


La seconda proposta arriva dall'Associazione Sportiva MotoASI (motoasi.it), che offre due tessere (B1 e C1, rispettivamente a 35 e a 55 euro) che comprendono la copertura assicurativa per le prove libere sulla quasi totalità dei circuiti italiani. Una copertura in vigore, anche in questo caso, se l'organizzatore della giornata di prove è un organizzatore riconosciuto o lo stesso autodromo. E le due tessere possono essere estese nella loro validità anche alle piste degli altri paesi europei, con un sovrapprezzo di 15 euro.

Con entrambe le tessere la garanzia prevede una copertura di responsabilità civile verso terzi con un massimale di 3 milioni per ogni sinistro. L'attivazione non è però automatica, come per le assicurazioni usuali, ma passa attraverso la pronuncia di un giudice, ma vale anche il giudice di pace.

Per quanto riguarda le garanzie per l'assicurato, la polizza B1 garantisce un massimale di 90mila euro in caso di morte o di invalidità permanente (quest'ultima con scoperto del 6%), il rimborso delle spese mediche fino a 3mila euro (franchigia 100 euro, scoperto 10%), e una diaria da gesso pari a 20 euro al giorno (franchigia 5 giorni, max 10 giorni).

Nel caso della tessera C1 il massimale per morte e invalidità permanente sale a 120.000 euro (ancora con scoperto del 6%), il rimborso delle spese mediche arriva a un massimo di 6mila euro (franchigia 100 euro e scoperto 10%), e sono previste delle diarie non cumulabili da ricovero o da gesso da 30 euro al giorno, con franchigia di 5 giorni e massimale di 10 giorni per quella da gesso e di 30 per quella da ricovero.