Lombardia: Sighignola, il balcone d'Italia

Testo e foto di Flavio Gilardoni giovedì, 3 aprile 2008
Novanta chilometri sulle alture del Lario per ammirare il lago di Lugano dai 1300 m della terrazza panoramica. Gallery fotografica e roadbook da scaricare 

In questo itinerario siamo andati alla ricerca di un aspetto diverso del lago di Como attraversando la Val d'Intelvi per arrivare fino in Svizzera passando da Sighignola.
Il giro comincia da Vertemate, distante una quindicina di chilometri da Como, dopo aver visitato l'affascinante Abbazia di San Giovanni. Immersa in un incantevole bosco alla periferia orientale del paese l'abbazia è stata costruita nel 1084 in stile romanico sulla sommità di una collina sopra la valle del Seveso per iniziativa del monaco benedettino Gerardo.
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All'origine era un luogo d'accoglienza per personaggi illustri, quali per esempio Papa Urbano II, in quanto le mura di protezione, di cui era originariamente provvista, garantivano sicurezza agli ospiti importanti. Dopo un lungo periodo d'abbandono fu restaurata, assieme ad una fontana in pietra di pregevole fattura che dava refrigerio agli ospiti nelle calde giornate estive.
Il monastero dei benedettini, alla destra dell'Abbazia, ospitava fino a poco tempo fa una quindicina di frati dediti al restauro d'antichi manoscritti con metodi tradizionali, usando pigmenti naturali, il tuorlo d'uovo e terre colorate come s'usava fare nei secoli scorsi.
Il lago di Lugano visto dalla terrazza di Sighignola conosciuta come Il lago di Lugano visto dalla terrazza di Sighignola conosciuta come "Il balcone d'Italia"
 
Tra i manoscritti restaurati, spicca una copia della Divina Commedia con le annotazioni originali di Giovanni Alighieri, figlio del poeta, e una pergamena del XII secolo scritta da Sant'Agostino. Recentemente però i monaci sono stati obbligati ad abbandonare il monastero per trasferirsi in una struttura analoga a Dumenza in provincia di Varese.
Un suggerimento importante
: a qualche decina di metri dall'abbazia, che si trova al termine di una strada sterrata di dimensioni ridotte, uno spiazzo permette di parcheggiare le moto ed evitare di trovarsi in difficoltà per il ritorno in quanto, subito dopo il terrapieno che delimita la superficie dove sorge la chiesa, la strada si trasforma in un sentiero transitabile solo a piedi, e manca lo spazio di manovra. Terminata la visita al complesso religioso, il giro continua transitando da Como, che si raggiunge tramite una strada ampia e divertente che ci porta al centro della città.



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