VeSpain


di Claudio Marinaccio e Javiera Pasini giovedì, 19 luglio 2012
Cioé con la Vespa in Spagna. E' questo il racconto di viaggio di una coppia di lettori torinesi alla conquista di Barcellona: un'esperienza costellata di città e di incontri, lungo le statali e le provinciali di tre Paesi



È passato ormai un anno intero, eppure sembra ieri. Una vacanza un po' folle che, però, si è incastrata in maniera definitiva nei miei ricordi. Da Torino a Barcellona in sella alla mia Vespa lx 125, con mia moglie come navigatore e tanta voglia di avventura.
Il progetto nacque dopo la lettura dei libri di Giorgio Bettinelli, pagina dopo pagina mi convincevo sempre più che se lui aveva fatto il giro del mondo in sella ad una Vespa, io avrei tranquillamente potuto arrivare a Barcellona. La cosa bella ed unica è l'obbligo imposto dalla cilindrata di vedere solo statali e paesaggi unici.
Il viaggio durato 12 giorni ha avuto diverse tappe che ci hanno portato alla capitale della Catalogna. Al col di Tenda mi ricordo una coppia in sella ad una BMW GS 1200 guardarci e sorridere; nell'attesa che si aprisse il tunnel nel nostro senso di marcia, un uomo in macchina al telefono commentava il fatto che ci fossero due matti in Vespa. Tutte queste cose al posto di affossarci ci davano una carica inimmaginabile.

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Prima tappa Nizza, città troppo italiana per essere considerata francese e troppo francese per essere italiana, visitata con le ultime energie rimaste nel pomeriggio. Sera in albergo che grazie a Javiera (mia moglie) avevamo prenotato con largo anticipo, come tutti quelli nella quale abbiamo dormito.
Seconda tappa Marsiglia, città meravigliosa anche se molto complicata da girare per via dei mille sensi unici che limitano la libertà di svolta. Per una strana coincidenza appena arrivati in albergo (dove nella reception ci hanno domandato: "Dall'italia?? Con quella??") ci ritroviamo con la famosa GS del col di Tenda: per loro il viaggio era finito, era quella la loro meta, da Cuneo a Marsiglia. In quel momento ho sorriso io, perché con quel gioiello di moto che avevano fermarsi lì era un crimine.
La vacanza era ormai strutturata in due parti, la mattina la parte guidata e il pomeriggio la visita della città. Abbiamo così visto Montpellier, una bomboniera, e Perpignan una fusione tra la cultura francese e quella spagnola, nello specifico quella catalana. Varcato il confine tra Francia e Spagna siamo stati "accompagnati" da indignados che a piedi cercavano di bloccare la strada, ma non so per quale motivo a noi ci facevano passare come fossimo vip. Giunti poi a Barcellona il detto che la fortuna aiuta gli audaci si è avverato, l'albergo da noi prenotato aveva un problema alla stanza e così ci hanno spostato in un altro con piscina e stanza enorme senza aggiungere un euro. Barcellona è una città ideale da girare sulle due ruote, anche perché gli spagnoli amano, forse, le moto più di noi. Tantissimi posteggi per le due ruote, vicinissimi ai siti da visitare.

 
Dopo una pausa di 5 giorni siamo ritornati in viaggio, prima fermata Girona per colazione dove incontriamo un vecchietto che ammirato dalla nostra avventura ci fa da cicerone per la città, lui con una Yamaha Dragstar 1100 e noi con la nostra piccola Piaggio al seguito. Salutato Don Pedro (questo è il suo nome) ci rechiamo a Figueres, la città di Dalì. Visitiamo lo stranissimo museo dell'artista spagnolo e con grande amarezza sia io che Javiera rimaniamo un po' delusi da tanta aspettativa ma poca sostanza.
Il viaggio ci porterà poi a Carcassonne, città medievale che per quanto ricostruita e considerata un falso storico, ci è piaciuta molto. Poi Nimes, una piccola Roma nel cuore della Francia e poi Tolone, che in maniera poco inglese definirei orribile e per finire Cannes, la città del festival del Cinema.
L'ultima sera prima di tornare, un piccolo brivido mi ha percorso la schiena, come quando ti rendi conto che una cosa bellissima sta per finire. L'ultimo tratto fino a Torino è stato un rewind di tutto quello che avevamo vissuto e appena arrivati abbiamo posato i bagagli, fatto una doccia, mangiato un boccone e poi di nuovo in Vespa senza meta…





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