In Trentino: nella terra dei bikers


di Roberto Morini venerdì, 10 agosto 2012
Passi di montagna, strade tutte curve, laghi e un paesaggio mozzafiato. I  nostri lettori hanno attraversato una delle regioni più ricche di attrazioni per i motociclisti... Siete pronti per partire con loro?



Verso la meta' di maggio gli amici Paolo e Angelo mi propongono un giro in moto nel Trentino, con le mogli al seguito. Entusiasta gli do conferma, ma la domanda immediatamente successiva è…"chissà se viene mia moglie?".

 

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Al contrario di Mariangela e Marisella (le corrispettive mogli dei miei amici), mia moglie Mara ha fatto solo viaggetti giornalieri nel nostro appennino. Quindi con una certa trepidazione le propongo l'idea, che con grande sorpresa viene accettata senza problemi.

Così il primo giugno si parte, io da Mornico Losana, paesino al centro dell'Oltrepo pavese, gli amici, da Monza e Milano: ritrovo al primo autogrill, autostrada Milano-Bergamo, ore 9,00 e via verso il Trentino.
Mentre iniziamo il viaggio un po' di eccitazione c'è come in tutte le partenze, ma la mia dipende soprattutto dal tipo di reazione che avrà mia moglie, che tramite l'interfono mi fa domande del tipo: "Cosa si fa con una moto in giro per il Trentino?". La domanda non riceve risposta, anche perché sarebbe scontata "Si va in moto", quindi per non preoccuparla gli dico "vedrai ti piacerà moltissimo".
Usciamo dall'autostrada a Bergamo e proseguiamo per Trescore Balneario, Endine, Lovere e qui sul lago sosta caffè. Dopo una ventina di minuti si riparte seguendo Darfo Boario, Edolo, Ponte di Legno, passo del Tonale. Al passo breve sosta, qualche foto e prima considerazione di mia moglie "Ma è bellissimo", riferito sicuramente alla bellezza del passo, ma anche al fatto di farlo in moto.

Ripartiamo e nelle vicinanze di Mezzana di Marileva sostiamo per un pranzo, mentre qualche goccia di pioggia allarma mia moglie. Allarme subito rientrato, complice un bel sole che splende nuovamente quando ripartiamo.

Viaggia insieme ai nostri lettori, guarda la gallery! Dopo poco tempo costeggiamo il lago di Santa Giustina, proseguiamo verso Cavareno e qui teniamo la sinistra verso il passo Palade, scendiamo a Merano, ci dirigiamo verso la val Venosta e a Naturno prendiamo a destra per la val Senales.

Saliamo fino alla fine della strada (località Corteraso) e, dopo esserci riempiti gli occhi di un panorama spettacolare, ritorniamo sul Lago di Vernago, dove pernotteremo. Sono le 17,30 e la temperatura non supera i 5 gradi: nonostante ciò, il panorama che abbiamo di fronte è talmente bello, che restiamo seduti all'aperto ad ammirarlo ancora per almeno un'ora.

È passato un primo giorno di moto, il mio contakm segna 440 e mi moglie, evidentemente entusiasta e per nulla stanca, zampetta sulle rive del lago a fare foto. Direi una giornata perfetta.

Il secondo giorno vengo svegliato alle 6 di mattina da mia moglie, che invece di essere stanca, mi invita ad alzarmi per poter guardare lo spettacolo incredibile che si può osservare dalla nostra finestra: il lago di Vernago smeraldo sovrastato da cime innevate, con i riflessi del sole che sta sorgendo. Ha ragione è uno spettacolo, ma sono le 6,10!
Colazione e si riparte verso Merano, quindi si prosegue per San Leonardo in Pessina, qui si svolta a destra verso il passo Giovo. Sosta, foto di rito, e grande spettacolo della natura ovunque si guardi. Proseguiamo per Vipiteno e subito a destra per il passo Pennes: qui il panorama è assolutamente straordinario. Per 360 gradi la natura si è inventata uno spettacolo incredibile che è lì per essere guardato, ammirato, vissuto e respirato.

Riprendiamo le moto e giù per la lunghissima discesa fino a Bolzano con una breve sosta per il pranzo, nelle vicinanze di Sarentino. Passiamo dai 4 gradi del passo Pennes ai 32 gradi di Bolzano. Qui si ricomincia a risalire per il verdissimo passo di Costalunga costeggiando un pezzo di cielo caduto tra gli alberi; il lago di Carezza. Mia moglie è ormai un fiume in piena e nell'interfono mi comunica che, sulla destra c'è un balcone, una montagna, un fiume, uno squarcio di cielo, o che forse le borse rigide della mia moto potrebbero toccare nelle curve oppure… di tutto. Fantastico devo frenare un po' il suo entusiasmo perché sto facendo altro… tipo guidare.
Arrivati in val di Fassa pernottiamo nei pressi di Campestrin. Il mio contakim segna 220.
 
Il terzo giorno partiamo con un cielo abbastanza grigio, ma decidiamo comunque di andare fino al passo Fedaia per osservare la Marmolada. Strada meravigliosa, ma il termometro della mia moto segna 0 gradi, la mia signora ha bisogno di un supplemento di vestiario e la Marmolada non si fa vedere nascosta com'è tra le nubi. Ritorniamo verso Vigo di Fassa e proseguiamo per Moena, Predazzo, lasciandoci sulla destra Cavalese.

A Molina giriamo a sinistra per il passo Menghen. Straordinari gli ultimi 8 tornanti che ricordano quelli dello Stelvio. Paesaggio suggestivo e stufa accesa al rifugio. Marisella e Mariangela abbozzano un punch: sono le 10,15 del mattino. Scendiamo verso Borgo Valsugana. Passiamo tra il lago di Levico e il lago di Caldonazzo. Torniamo sulla strada statale verso il lago di Garda con una sosta per il pranzo. Una saluto affettuoso a Marisella e Angelo, Mariangela e Paolo, ottimi compagni di viaggio, e via verso casa in autostrada.

Il viaggio è finito con dispiacere di tutti, ma soprattutto di mia moglie, che in autostrada via interfono mi dice "A quando il prossimo giro?". Il mio contakm segna 455.




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