Balcanic Express


di Dario Di Cesare e Antonio Moretti giovedì, 27 dicembre 2012
Un viaggio di 5800 chilometri che ci ha portati da Milano ad Istanbul, passando attraverso i bellissimi paesi della penisola balcanica



Non ricordiamo bene come è nata l'idea, probabilmente un desiderio di superare la nostra ultima avventura (Milano-Dubrovnik on the road), di visitare paesi meno conosciuti, prendere la moto e andare, sapendo solo la nostra meta. La linea della premiata ditta DiCesare/Moretti é molto simile a quella dello scorso anno: poco materiale, no tappe fisse, lasciare che sia la strada a preoccuparsi di offrirci le esperienze più belle. Il raggiungimento dell'antica capitale Ottomana ha annullato tutti i timori legati ai pregiudizi e rumors, che aleggiano nel nostro Belpaese, riguardo ai popoli del vicino est Europa.
Superate le belle Slovenia e Croazia (territori a noi già noti), abbiamo conosciuto la caldissima ospitalità serba, la gentilezza rumena, la semplicità della bulgaria: le campagne piatte sotto il sole cocente ci hanno fatto apprezzare, ci hanno fatto sudare, tutto il percorso per il Mar Nero. Approfittando appieno delle foreste della bassa transilvania e dei boschi delle trasandatissime strade bulgare. In una decina di giorni di viaggio (solo due di riposo completo) siamo giunti verso l'ora del tramonto al tanto agognato stretto sul Bosforo. La nostra meta si è rivelata come previsto immensa e caotica, dove non esiste freno allo scorrere della vita, imperturbata dal ramadan sotto il bollente sole di agosto. I monumenti, gli scorci, le storie, le persone da vedere e conoscere sono innumerevoli. Tanto che ci saremmo potuti perdere, senza più riuscire a venirne fuori. E forse per questo, forse per la nostra indole di viaggiatori senza fissa dimora, che abbiamo deciso di lasciarla nella notte del terzo giorno, grazie anche al sostegno del buon caffè turco.

Dopo qualche giorno di pausa sulle sempre dolci spiagge della Grecia, il tragitto verso il Mar Adriatico ci ha regalato la parte più bella del viaggio. La florida Macedonia greca, i boschi della Macedonia iugoslava, le montagne albanesi e soprattutto l'entroterra montenegrino, ci hanno sostenuto con le loro bellezze in un momento che poteva essere pesante a causa della stanchezza ormai accumulata. La strada in quel tratto rende la guida un piacere per chiunque. I laghi sui confini di Macedonia e Montenegro sono di rara bellezza. L'accoglienza delle coste del Montenegro con le sue acque azzurre e le fantastiche città di Sveti Stefan e Kotor, sono state la spinta finale per rientrare verso la nostra ultima meta: Sarajevo. Anche in questo caso la sorte ci ha presentato meraviglie inaspettate: la risalita del fiume Narente, passando per il famoso ponte di Mostar, fino alla valle del fiume Bosna è stata un'ennesima magia che i balcani hanno voluto regalarci.
 
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