Umbria: l'alta valle del Tevere


di Maria Vittoria Bernasconi, foto di Stefano Casati venerdì, 29 luglio 2016
Un viaggio in Umbria di oltre 250 km, di cui una manciata sterrati, per ritrovare il silenzio perduto, su strade poco battute che uniscono borghi e valicano colli, lungo un grande anello che tocca Città di Castello, Gubbio e Nocera. In queste pagine, oltre alle informazioni utili, ai luoghi da non perdere e al road book, vi proponiamo una ricca gallery fotografica e una ricetta del Cucchiaio



Partenza e arrivo Città di Castello
Lunghezza 263 km 
Quando partire Da marzo a novembre
Ideale per strade tortuose, paesaggi, natura, spunti folcloristici e gastronomici 
Moto adatte Tutte tranne le supersportive

La campagna umbra è selvatica, nonostante le coltivazioni. La vegetazione sfreccia accanto alla moto colorando tutto di un bel verde scuro: strade sinuose e perlopiù solitarie uniscono le tappe di questo viaggio tra città dal fascino antico, dense di bellezze architettoniche e spunti culturali, ma anche folcloristici e gastronomici.

L’itinerario che percorriamo corre ad anello, partendo e tornando a Città di Castello: estesa eppure contenuta va visitata in un giorno di mercato, così da assaggiare l’ottimo street food locale: la porchetta tra due fette di pane senza sale.

Dopo un trasferimento si procede su una provinciale poco battuta: l’asfalto è un po’ dimesso e gli incontri sono radi, giusto contadini ed enduristi locali. Le colline sono coperte di cespugli e boschi di roverelle e cerri, mentre la strada devia verso la serra di Burano, un luogo a sé, tra il silenzio della foresta e i profumi di terra e muschio.
Dopo una sosta rilassante si prosegue verso Gubbio, che sa di sacro, di intimo. La cittadina è ordinata e pacata nonostante spesso brulichi di turisti. Intorno frutteti e campi coltivati lasciano spazio ai cespugli di ginestre che colorano tutto di giallo e profumano l’aria di un dolce aroma.

Si sale al monte Cucco, anche lungo un pezzetto di sterrato ben battuto: questo fa parte del percorso ad anello che gira tutto intorno al monte. Tutta la zona è protetta: il parco si distende per oltre 10.000 ettari!
La strada, un bel tratto guidato, corre poi sul confine tra l’Umbria e le Marche e punta a sud, verso Nocera Umbra che merita una visita nella parte storica e magari una deviazione sul percorso dei Castelli.

Nel tratto che segue è interessante una sosta a Rocca Flea, proseguendo poi per Gualdo e Barcaccia, per insinuarsi sulle vie selvatiche che raggiungono Carestello e Montelovesco immerse nel silenzio della campagna: intorno alla strada sono solo campi, poche cascine e sterpaglie che colorano di giallo l’orizzonte.

In fondo c’è un piccolissimo tratto sterrato, facilmente percorribile. Poi si entra a Umbertide. Città di Castello è la fine del viaggio, che però potrebbe avere una breve appendice: proseguite fino a Bocca Serriola e fermatevi alla cima, al bar di Lorenzo che prepara deliziose merende caserecce da consumare nel piazzalino antistante, zeppo di motociclisti!

 
Per saperne di più, trovate il racconto di viaggio completo su Dueruote di Luglio 2015. Disponibile fra gli arretrati e subito nella Digital Edition, cliccando qui!




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