Sicilia: tra Palermo e Agrigento


Di Tiziana Crimella, foto di Roberto Mele. Adattamento web di MariaVittoria Bernasconi venerdì, 3 luglio 2015
Da Palermo si parte per un bel giro lungo due strade tortuose, fino a raggiungere Agrigento e... ritorno. Il ritmo da tenere è blando, perché il panorama e i centri attraversati meritano un passaggio slow e diverse soste



Partenza e arrivo Palermo
Lunghezza 293 km 
Quando partire Da maggio a novembre
Ideale per  Strade tortuose, paesaggi, spunti storici e gastronomicii
Moto adatte Tutte

Tra Palermo e Agrigento, due mete meravigliose, corrono due strade da biker che tagliano l’interno della Sicilia. Sono le statali 118 e 189, due tracciati che portano alla scoperta di paesaggi e di realtà autentiche e appartate.

Palermo partenza e arrivo del nostro tour è da visitare a piedi, lasciando la moto in hotel. La visita inizia partendo dal porto vecchio, passando dalla piazzetta della Dogana per poi spingersi al teatro Massimo. Una puntata ai vivaci mercati è d’obbligo, primo tra tutti Ballarò, dove si assaggia dell’ottimo street food.

Si torna in sella per imboccare la SS118, lasciando alle spalle il mare e il suo sentore salmastro. Man mano che si avanza i dintorni, si trasformano. Una Sicilia inaspettata e solitaria si apre alla vista, passando da Corleone e poi dal bosco della Ficuzza, riserva naturale.
 
Il viaggio prosegue verso Prizzi. Il paesaggio si trasforma ancora: rocce spuntano dai colli erbosi, che in primavera sono coperti di fiori colorati e non rispecchiano l’idea popolare di quest’isola arsa dal sole. I laghi punteggiano il percorso, zone ideali per un pic-nic nel verde e val la pena fermarsi a fare la spesa nei negozi di alimentari nei paesetti.

Al bivio che precede Santo Stefano di Quisquinia si gira per Castronovo di Sicilia: i dintorni cambiano ancora, diventando montagna pura, la vista si apre a 360°. Si passa Bivona e una serie di frutteti fino al tratto più spettacolare della 118, zeppo di curve e tornanti fino a Raffadali, appena sopra ad Agrigento.

Arrivati in città, ci si riposa a piedi lungo la via Atenea, gustando il tramonto. Da vedere, naturalmente, la Valle dei Templi, per poi imboccare la SS189 del rientro. La strada è più scorrevole della 118, ma alcune soste sono imperdibili come a Cefalà Diana, per i bagni termali del XII secolo. Si rientra a Palermo, chiudendo a Mondello questo emozionante giro nell’entroterra.

L'itinerario che vi abbiamo proposto è stato ripreso dal numero 111 di Dueruote, di luglio 2014, disponibile nella versione completa anche nella Digital Edition, cliccando qui!




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