mar, 23 febbraio 2010
ECE 22/05: perché aggiornare l'omologazione
ECE 22/05: perché aggiornare l'omologazione
Le regole evolvono nel tempo per garantire sempre maggior sicurezza agli utenti. Uno dei punti critici della normativa riguarda l'individuazione delle zone d'impatto durante i test
Va tenuto ben presente che le norme di omologazione evolvono nel tempo per garantire sempre maggior sicurezza agli utenti. Nel caso specifico della ECE 22/05 una delle questioni critiche riguarda la definizione delle zone da testare sul casco nelle prove di impatto.
La norma attuale indica esattamente numero e posizione dei punti della calotta da sottoporre al test. Queste indicazioni possono indurre i produttori a rinforzare solo queste aree, applicando fazzoletti di rinforzo che sono ammessi ma andrebbero proibiti.
Si potrebbe anche diversificare le aree su cui effettuare i test di impatto, definendo ogni volta una differente combinazione di 4 o 5 punti scelti tra quelli considerati critici.
Un'altra questione da rivedere è il mancato obbligo di dichiarare la data di produzione e la scadenza del casco. Infatti, i materiali che lo compongono hanno una durata determinabile, anche se - urti a parte - molto dipende dalle modalità di conservazione del casco, esponendolo o meno in modo prolungato al calore del sole o all'azione di agenti chimici. Si potrebbe comunque stabilire per quanto tempo un casco può continuare a essere venduto e utilizzato dopo la data di produzione, visto che il consumatore ha il diritto di sapere fino a quando il suo casco manterrà inalterate le caratteristiche che lo rendono sicuro.
Infine, i controlli post-produzione sui prodotti in commercio attualmente non sono sufficienti. Il ministero dovrebbe acquistarli direttamente nei negozi, scegliendoli tra tutti i marchi in vendita -europei come extraeuropei - e poi testarli nei suoi laboratori. Certamente un'operazione costosa ma necessaria.
Va tenuto ben presente che le norme di omologazione evolvono nel tempo per garantire sempre maggior sicurezza agli utenti. Nel caso specifico della ECE 22/05 una delle questioni critiche riguarda la definizione delle zone da testare sul casco nelle prove di impatto.
La norma attuale indica esattamente numero e posizione dei punti della calotta da sottoporre al test. Queste indicazioni possono indurre i produttori a rinforzare solo queste aree, applicando fazzoletti di rinforzo che sono ammessi ma andrebbero proibiti.
Si potrebbe anche diversificare le aree su cui effettuare i test di impatto, definendo ogni volta una differente combinazione di 4 o 5 punti scelti tra quelli considerati critici.
Un'altra questione da rivedere è il mancato obbligo di dichiarare la data di produzione e la scadenza del casco. Infatti, i materiali che lo compongono hanno una durata determinabile, anche se - urti a parte - molto dipende dalle modalità di conservazione del casco, esponendolo o meno in modo prolungato al calore del sole o all'azione di agenti chimici. Si potrebbe comunque stabilire per quanto tempo un casco può continuare a essere venduto e utilizzato dopo la data di produzione, visto che il consumatore ha il diritto di sapere fino a quando il suo casco manterrà inalterate le caratteristiche che lo rendono sicuro.
Infine, i controlli post-produzione sui prodotti in commercio attualmente non sono sufficienti. Il ministero dovrebbe acquistarli direttamente nei negozi, scegliendoli tra tutti i marchi in vendita -europei come extraeuropei - e poi testarli nei suoi laboratori. Certamente un'operazione costosa ma necessaria.
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