Kevin Schwantz: uno di noi... o quasi!


di Andrea Padovani, foto Massimiliano Serra lunedì, 17 luglio 2017
Cosa accade quando in redazione si presenta un Campione del Mondo della classe 500? Semplice, lo si mette al lavoro. Prima con il test di una naked, poi con quello di una maxi... e tra una chiacchiera e l'altra l’improvvisato tester, che di nome fa Kevin Schwantz, inizia a parlare dei suoi ex avversari, delle due tempi senza elettronica e di quel famoso sorpasso...



Allora Kevin, la giornata è tirata. Ci sono un sacco di cose da fare. Prima di tutto prendi la GSX-S 750, dagli una bella lavata e vola verso il Naviglio. Il fotografo ti sta aspettando. Mi raccomando… foto stilose, fighette. Occhio che qua dietro hanno piazzato l’autovelox. Poi, nel primissimo pomeriggio vai a Vairano. C’è da fare la GSX-R1000. Se riesci ad accucciarti un po’ dietro al cupolino in piega le foto vengono meglio. Dai, provaci, che non sei bellissimo da vedere. E sbrigati… che prima di sera dobbiamo impaginare il tutto che lo stampatore aspetta!”.

Anche i Campioni del Mondo ogni tanto hanno bisogno di essere pungolati. Specie quando vengono catapultati in un mondo che non è il loro. Perché il Kevin in questione di cognome fa Schwantz, Sì, quello che ha vinto il Mondiale della 500 GP nel 1993, quello che per molti appassionati è una leggenda, quello che all’ingresso del Motodrom di Hockenheim ha passato Wayne Rainey in staccata a ruote bloccate. Sì, proprio lui. E la Suzuki ce lo ha “prestato” per una giornata intera. La domanda è sorta spontanea in redazione: che gli facciamo fare? Altrettanto facile la risposta: un giornalista/tester in più non fa male.

Curiosi di sapere com'è andata? L'appuntamento è in edicola su Dueruote n.148 di Agosto. Per entrare subito nell’atmosfera di una giornata epica non perdetevi la maxi gallery e il video, cliccate qui!