Days of Joy, buona (anzi, ottima) la prima


Marco Gentili, foto Marcello Mannoni venerdì, 19 maggio 2017
Reportage dalla prima giornata dell'edizione 2017 dell'evento organizzato da Dueruote e Scrambler Ducati. Sono ancora tre gli appuntamenti in programma: 18 giugno, 23 luglio e 10 settembre



Tra i primissimi a entrare e prendere possesso della countryhouse di Vairano c’è Lorenzo. Lui ha tre anni, ha in testa il casco del padre, indossa i suoi guanti e per prima cosa vuole salire in sella alla Scrambler Ducati Desert Sled. Lorenzo è senza dubbio il più giovane motociclista (o aspirante tale) a partecipare alla seconda edizione dei Days of Joy, l’evento organizzato anche per il 2017 da Dueruote e Scrambler Ducati, dopo il grande successo dell'anno scorso. E anche se il piccolo scramblerista la moto non l’ha guidata veramente, è uno che si è goduto alla grande la prima delle quattro giornate della manifestazione.


Oltre a lui, intorno all’impianto di Vairano, c’erano altri bambini, la cui carta d’identità denunciava qualche anno in più, sebbene il loro spirito fosse lo stesso di Lorenzo. Unico obiettivo: divertirsi. E a giudicare dai sorrisi, tutti sono riusciti nello scopo. I “grandi” hanno potuto scegliere di frequentare le varie attività dei Days of Joy. Oltre alla scuola di flat track (in cui i partecipanti sono stati divisi in due gruppi, a seconda dell’esperienza) dove a farla da padrone è stato il maestro Gianni Borgiotti, quest’anno ha debuttato il gettonatissimo corso di off-road, in cui è Roberto Ungaro, volto noto del giornalismo delle due ruote, a svelare i trucchi del mestiere.

A tavola è una babele non solo di dialetti e inflessioni, ma anche di lingue: per esserci, c’è chi ha preso un treno. Come Sergio, titolare di una società di autonoleggio a Roma e il cognato Alessandro, ingegnere leccese trasferito a Torino per lavoro. C’è Alan, che nella vita passa da un track day all’altro con la sua Yamaha R1 e per una volta voleva “concedersi una giornata in sella a moto così affascinanti come le Scrambler”. E poi c’è Cristophe, arrivato in auto dalla Provenza accompagnato dalla moglie. E a dare un tocco di internazionalità alla vicenda, anche Mehdi e i suoi tre amici arrivati dagli Emirati Arabi Uniti.


Al mattino, nel piazzale dell’autodromo, si erano presentate anche molte ragazze, munite di un casco e molto entusiasmo ma senza alcuna esperienza di guida. Carlotta, Giada, Martina, Giulia e le altre sono partite con la navetta e sono tornate in moto, portando come zavorra gli istruttori della Scrambler Women Riding School. Poi tutti i partecipanti tornano sotto ai portici della countryhouse: tutti ricevono il diploma, baci, abbracci, saluti e alla prossima volta. Perché chi viene almeno una volta ai Days of Joy e ne respira l’atmosfera di festa, di sicuro ci ritorna.

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