Suzuki V-Strom1000 XT: nata per viaggiare


Alessandro Codognesi venerdì, 31 marzo 2017
Si rinnova la Suzuki V-Strom1000 con un leggero lifting al frontale e un inedito sistema di frenata tipo Cornering. Il motore, ovviamente, è stato aggiornato all'Euro4. In vendita a 12.890 euro, 13.390 euro la XT chiavi in mano



L’aggiornamento alla normativa Euro4 ha obbligato tutti a mettere mano alle proprie proposte su due ruote sia tecnicamente sia in fatto di software. Operazione cui non ha potuto esimersi nemmeno la Suzuki V-Strom1000 che, per l’occasione, ha preso la palla al balzo per rifarsi leggermente il trucco (faro e becco), sdoppiarsi nella veste XT più fuoristradistica e aggiornare l’impianto frenante con l’adozione del Moton Track Brake System, grazie all’implementazione della piattaforma inerziale IMU. Di fatto, un sistema di tipo cornering che tiene conto dell’inclinazione della moto e che ripartisce la frenata davanti e dietro quando si utilizza il freno anteriore (non il posteriore).

Il Traction Control però non utilizza i dati della piattaforma, rimanendo quindi identico alla precedente versione. A livello di ciclistica non ci sono variazioni particolari: la versione standard pesa 232 kg, 2 in più la XT. Le sospensioni si confermano regolabili e il telaio è un doppio trave in alluminio. Il motore invece passato all’Euro4 per strada perde qualcosina: i CV rimangono 100 a 8.000 giri ma la coppia scende a 101 Nm a 4.000 giri (prima 103). Come per la 650 c’è il nuovo becco, più accigliato, il faro bislungo e i nuovi cerchi a razze per la versione standard.

Il cupolino è regolabile manualmente anche in movimento (basta spingere in avanti il plexiglass per farlo scattare nelle posizioni più alte) ed è stato rivisto nelle forme per ridurre le turbolenze, mentre la sella offre maggiore grip nella guida in piedi. Anche la V-Strom1000 è disponibile in sei colorazioni, tre per la standard e tre per la XT. Costa 12.890 euro, 13.390 euro la XT chiavi in mano.

Il livello della qualità costruttiva è alto. Plastiche posticce o materiali facilmente usurabili, non pervenuti. Tutto è molto curato e c’è anche il comando della frizione regolabile nella distanza. L’abbiamo provata nella sola versione XT (con cerchi a raggi, paramotore e paramani di serie).

Una volta in sella non si nota nulla di nuovo rispetto alla versione precedente: nonostante la massa importante (233 kg dichiarati in ordine di marcia) la V-Strom1000 è un piacere da usare anche a spasso. Si appoggiano le marce sfruttando la generosa coppia del motore, ci si ripara bene dietro il cupolino in autostrada, si assapora il gusto di non avere male alle terga dopo 250 km di strada. Non è poca cosa. E, come la sua antenata, ha un motore che regala ondate di coppia a metà scala del contagiri: è lì che va fatto girare per godere. Anche lei, con i cerchi a raggi, perde un po’ in agilità rispetto alla versione con le ruote in lega, con il risultato che farle cambiare direzione può richiedere qualche istante in più di quanto ci si aspetti. Ma una volta impostata la traiettoria rimane lì, composta nel suo assetto sincero e calibrato. Si disegnano traiettorie precise, rotonde, e si viaggia anche molto spediti.

Non forzatela però con staccate furibonde: non è il suo pane e ve lo dice chiaramente se ci provate. Meglio sfruttare la sua scorrevolezza e la coppia del motore in uscita di curva. Mentiremmo invece se vi dicessimo di aver provato il nuovo sistema ABS: quello che si sente, semmai, sono i benefici della frenata combinata, che stabilizza ancora di più una moto già molto piantata.