Suzuki GSX-S 750, la prova su strada


di Stefano Gaeta giovedì, 26 gennaio 2017
La nuova Suzuki GSX-S750 va a sgomitare nel combattuto mercato delle naked di media cilindrata con un vestito aggressivo e un invidiabile equilibrio generale. Il prezzo? 9.090 euro c.i.m



La nuova Suzuki GSX-S750 raccoglie l'eredità della GSR750 e va a sgomitare in un segmento di mercato davvero combattuto, quello delle naked medie dall'inclinazione sportiva. Lo fa rimanendo fedele a quella cilindrata di 750 cc in cui Suzuki continua per fortuna a credere, sicura che per molti appassionati - anche dalla manetta esperta - una quattro cilindri "settemmezzo" possa essere un ottimo compromesso tra prestazioni e fruibilità nell'utilizzo.

E in effetti, lo diciamo spesso, 100 CV ben erogati bastano e avanzano per strada. A maggior ragione i 114 di questa Suzuki! Certo, parlando di soldi e di novità 2017, non possiamo non notare come la cifra richiesta (8.890 euro f.c.) sia di soli 100 euro inferiore a quella della Kawasaki Z900 e della Yamaha MT-09. Sul mercato, sarà una bella lotta!

Per quanto costruita attorno allo stesso telaio a doppio trave in acciaio della GSR750, la Suzuki GSX-S si può considerare una moto tutta nuova, che segna un salto generazionale. Inedito il vestito, che le dà un sapore felino, aggressivo, sportivo. Inoltre, si nota subito come le finiture abbiano fatto un passo avanti rispetto alla GSR. Le pedane di pilota e passeggero sono ora in alluminio nero, così come il manubrio e le relative leve: tutto concorre a rendere l'immagine di una moto curata.

Il quattro cilindri guadagna l'omologazione Euro4 e non solo. È una vecchia conoscenza questo motore, equipaggiava la sportiva GSX-R750 K5, ma naturalmente è stato aggiornato e continua a esserlo. Si va dalle modifiche interne al basamento al nuovo air-box, all'utilizzo di iniettori ora a 10 fori, passando per un differente impianto di scarico. Eroga 8 CV in più rispetto alla GSR. Per le sospensioni troviamo una forcella Kyb con steli da 41 mm di diametro, regolabile nel solo precarico.
L'ammortizzatore posteriore, anch'esso regolabile solo nel precarico, lavora su un nuovo forcellone in alluminio, verniciato in nero, e più lungo di 5 mm. Alto livello alla voce freni, con un impianto Nissin dotato di dischi anteriori a margherita da 310 mm di diametro sui quali lavorano pinze ad attacco radiale a quattro pistoncini.

Volare a più di 1.500 km dall'Italia, stretta nella morsa del gelo e della neve, e raggiungere il sud della Spagna per il press test organizzato da Suzuki non ha sortito gli effetti sperati. Pioggia, vento e temperature da alta montagna sono state le nostre compagne di viaggio durante la prova. In ogni caso, abbiamo potuto guidare a sufficienza per darvi informazioni attendibili. E a un certo punto è uscito anche un po' di sole...

Siamo a nostro agio in sella alla Suzuki GSX-S, manubrio correttamente distanziato e non troppo aperto, pedane lì dove devono essere e sella alla giusta altezza pur se poco imbottita. La frizione è morbida e puntuale nello stacco e il cambio rasenta la perfezione per la tipologia di moto. L'erogazione del motore quasi elettrica, da sempre caratteristica dei settemmezzo GSX, ci viene in grande aiuto vista la scarsa aderenza del manto stradale. E comunque a vigilare su eventuali perdite di trazione c'è un controllo molto efficace e mai troppo invasivo che lasciamo però sulla posizione 3 nel corso di tutto il test, quella più conservativa. Regolazione facilmente eseguibile agendo tramite un tasto sul lato sinistro del manubrio ed effettuabile anche in movimento, a condizione di chiudere completamente il gas.

In azione la GSX-S750 è sempre facile ed intuitiva. Leggera tra le gambe (213 kg di peso a secco) non dà mai l'impressione di essere eccessivamente reattiva. Stabile in percorrenza, rimanda al pilota in maniera puntuale quello che sta succedendo sotto alle ruote. E in queste condizioni di scarsa aderenza è proprio quello che ci vuole. Non abbiamo mai avuto la sensazione che l'anteriore stesse per partire per la tangente, complici anche le gomme di primo equipaggiamento, le Bridgestone Hypersport S21 che ci hanno davvero impressionato per grip e feeling nella guida. La risposta al comando del gas è priva di on-off e il dente in più di corona (rispetto alla GSR) rende la GSX-S sempre pronta a riprendere velocità, richiedendo un uso ridotto del cambio.

Durante tutta la prova ci rendiamo conto di usare sempre un rapporto più alto, complice una disponibilità di coppia sempre presente, che rende la guida più fluida e armonica.
Peccato non essere riusciti a stuzzicare la parte alta del contagiri, anche se in un paio di occasioni, superato il regime di coppia massima, il motore ha subito mostrato la sue origini racing, dandoci l'impressione di essere pronto alla scalata fino al limitatore in maniera abbastanza repentina. Due dita sono sufficienti per ottenere una frenata pronta e progressiva, con la forcella correttamente tarata che si accuccia senza affondare mai troppo e mantenendo un buon livello di comfort. Molto ben tarato anche l'ABS Nissin.

Un'ottima moto la GSX-S750, praticamente priva di difetti evidenti. E ha anche una sua personalità, più marcata rispetto a quella sfoderata a suo tempo dalla GSR. Tre le colorazioni disponibili: quella nera opaca costa 8.990 f.c., ovvero 100 euro in più della rossa o della blu.