Kawasaki Z650: la prova su strada


di Stefano Gaeta giovedì, 15 dicembre 2016
Tutta nuova dentro e fuori, la Kawasaki Z650 mostra doti dinamiche di tutto rispetto e un motore pronto ai medi regimi. Ottima la frenata, forse fin troppo aggressiva nell'attacco. Già disponibile presso le concessionarie a 6.990 euro chiavi in mano



Facile, divertente, curata. Le tre parole che useremmo se dovessimo riassumere le nostre impressioni dopo aver guidato la nuova Kawasaki Z650 sulle levigatissime strade dell’Andalusia. Per la casa di Akashi la ER-6n, naked di media cilindrata, è stata una moto di successo che aveva al suo arco frecce molto interessanti: un design innovativo e fuori dagli schemi unito a prestazioni all’altezza e fruibili da un vasto pubblico di appassionati.

Ma gli anni passano e invece di programmarne un face-lift gli uomini in verde ci sono andati giù pesante e hanno conservato solo il motore bicilindrico frontemarcia da 650 cc, ora Euro4, e la forcella, sempre con steli da 41 mm e priva di regolazioni. Per tutto il resto la Kawasaki Z650 è una moto completamente nuova, pronta ad allargare la famiglia di modelli identificati dalla leggendaria sigla Z. Inedito il telaio a traliccio (verniciato in nero o in un bel verde lime nella colorazione bianca), che ha permesso di risparmiare ben 10 kg rispetto al precedente, contribuendo ad accentuare la sensazione di leggerezza quando si muove la Z tra le gambe.

L’ammortizzatore, sempre regolabile nel precarico della molla, non solo è stato spostato all’interno, ma ora lavora su un nuovo forcellone asimmetrico scatolato in alluminio. Passando all’estetica, anche il “vestito” è stato completamente stravolto, risultando decisamente gradevole e curato. Le linee sono moderne senza essere troppo pasticciate, le finiture sono di buon livello e le grafiche ci sono piaciute. Coda snella che punta verso il cielo e moderno faro anteriore che richiama lo Z style.

La posizione in sella è corretta, comoda e poco affaticante, anche se il manubrio resta forse un pelo troppo chiuso e le gambe rannicchiate per chi va dai 180 cm in su di altezza. Peccato solo che lo spazio riservato al passeggero sia decisamente poco invitante. Rinnovato anche il quadro strumenti che, se da una parte guadagna l’indicatore di marcia inserita, dall’altra il contagiri non ci è sembrato particolarmente intuitivo nella lettura.

Il motore, come dicevamo, è rimasto pressoché lo stesso, anche se con il passaggio all’Euro4 ha perso un pizzico di potenza: ora sviluppa 68 CV a 8.000 giri/min (contro i 72 CV a 8.500 giri della la ER-6n). Di contro è cresciuto il dato della coppia massima disponibile a un regime più basso: 6,7 kgm a 6.500 giri contro i precedenti 6,5 kgm a 7.000 giri. Un vero mostro di dolcezza che contribuisce a rendere la guida della Z650 decisamente facile, piacevole e per nulla stressante.

Assistito da una frizione antisaltellamento servoassistita morbidissima da azionare e da un cambio ben rapportato per la tipologia di moto, il twin Kawasaki si lascia condurre in qualsiasi condizione ubbidendo sempre alle richieste del pilota, siano esse quella di trotterellare nel traffico senza fare un singhiozzo o di guidare sportivamente tra le curve.

L’erogazione è quanto mai lineare ma non per questo priva di carattere, anzi. La spinta ai medi regimi è sempre pronta e non ci siamo mai trovati nella condizione di dover scalare una marcia per acquistare velocità, magari in fase di sorpasso. Alla maggiore schiena mostrata dal rinnovato bicilindrico ai medi regimi, corrisponde però un allungo meno efficace, visto che ora la spinta tende a calare tra i 7.000 e gli 8.000 giri. I molti chili in meno rispetto alla progenitrice ER-6n, circa 19 kg in ordine di marcia, rendono la Z650 un piccolo furetto tra le curve. Cambia direzione in un baleno e scende a prendere la corda in maniera progressiva senza mai prendere in contropiede.

Nella guida più impegnata si patisce un po’ la limitata possibilità di muoversi lungo la sella, ma questi sono eccessi per la quale la naked Kawasaki non è stata pensata. Ripaga con tanta sincerità nella guida, anche in quella a ritmo serrato, a patto di essere condotta con progressività. Non gradisce essere maltrattata, pena qualche ondeggiamento di troppo per via delle sospensioni giustamente tarate sul morbido. Il suo terreno preferito sono le strade ricche di curve da raccordare, godendo della bella schiena che è in grado di produrre il motore. Una marcia dietro l’altra e la Z650 fa strada senza mettere mai in imbarazzo e, ribadiamo, senza stancare. Il tutto accompagnato da un grintoso “muggito” che arriva dall’aspirazione quando si spalanca il gas.

Peccato giusto per il sound al minimo, nonostante il bello scarico sotto al motore, resta poco accattivante. Potenti i freni, forse anche troppo nella prima parte di intervento (le nuove pinze monoblocco qui si fanno sentire), coadiuvati però da un sistema ABS perfettamente tarato. Tanta sostanza quindi. Che permette di adoperare la media di Akashi anche come moto da tutti i giorni, per gli spostamenti di lavoro o di piacere. Con costi di esercizio ridotti, fattore da non trascurare. Perfetta per chi è alle prime armi perché in sella tutto risulta facile, il peso non mette mai in difficoltà e l’altezza della sella permette di toccare agevolmente a terra con entrambi i piedi. Ma non catalogatela come semplice entry-level, perché come la precedente ER-6n, anche la nuova Z650 può essere una moto perfetta per quei piloti più smaliziati che non hanno più voglia di mettersi in gioco con potenze e prestazioni da supersportive. Difetti evidenti? Nessuno, ma se vogliamo proprio cercare il pelo nell’uovo, abbiamo rilevato qualche vibrazione di troppo nel punto d’incontro tra la sella e il serbatoio intorno ai 5.000-6.000 giri, ma nulla di insopportabile.

Ricco poi il catalogo di accessori che permettono di dare alla Z650 una connotazione più sportiva o turistica a seconda delle esigenze del proprietario. Disponibile sin da ora presso le concessionarie, costa 6.990 euro chiavi in mano.