Kawasaki Versys-X300: piccole crossover arrivano


Alfredo Verdicchio giovedì, 18 maggio 2017
Kawasaki lancia la versione più piccola della famiglia delle Versys, con la ruota anteriore da 19" e la X sul serbatoio a simboleggiare una versatilità superiore. Buone finiture, tanto spazio anche per i più alti e un motore che ama girare in alto i suoi plus. Il prezzo, 6.090 euro chiavi in mano, non è proprio da entry level



Linee spigolose e aggressive, abitabilità superiore e ruota anteriore da 19”, la Kawasaki Versys-X 300 è una moto fatta e finita con un obiettivo ben chiaro, ammaliare sì i giovani bikers, ma anche riportare in sella chi non ha mai smesso di lucidare quel casco appeso al chiodo tempo fa. Le carte in regola le ha tutte: le finiture sono di buona fattura, la verniciatura è convincente, così come l’accoppiamento delle plastiche e la pulizia d’insieme, con cavi e tubazioni ordinati e celati alla vista. Tutte qualità cui la casa di Akashi ci ha abituato da anni, alle quali si aggiunge una versatilità superiore a quella offerta dalle sorelle maggiori.

La Versys-X 300 non vuole quindi essere considerata semplicemente come una moto da principianti, anche se poi, ovviamente, per certi versi lo è. A partire dalla cilindrata e dalle prestazioni del motore: il suo bicilindrico frontemarcia da 296 cc derivato dalla Ninja 300 è l'unico ad essere Euro4 e sprigiona 40 CV e 25,7 Nm di coppia massima, il che la fa rientrare appieno nella categoria delle moto papabili per i patentati A2. Sempre dalla Ninja 300 arriva la frizione multidisco asservita e con funzione antisaltellamento, mentre il cambio varia solo per la rapportatura finale più corta. Il peso dichiarato, poi, è di soli 175 kg in ordine di marcia (davvero contenuto, visto che il serbatoio è da ben 17 litri) e, nonostante sulle prime appaia come un mezzo di maggiore cubatura, nel complesso il fisico resta compatto ma molto abitabile, per via degli svasi sul serbatoio buoni ad ospitare le gambe anche di chi supera i 180 cm d’altezza.

Tanto lo spazio d’appoggio offerto dalla sella sia per pilota sia per il passeggero. E non fatevi spaventare dagli 845 mm d’altezza da terra della stessa, perché il cuscino in punta è poco largo così da non “mangiarsi” millimetri utili di gamba. Tra gli optional c’è comunque una versione ribassata a 820 mm, al prezzo di 180 euro.

Sotto le plastiche la Versys-X 300 nasconde un telaio monotrave in acciaio del tutto inedito, affiancato da una forcella tradizionale e un mono con leveraggi progressivi e regolabile nel precarico molla. Le ruote a raggi in acciaio calzano pneumatici con camera d’aria e battistrada dal taglio on-off, soluzioni che, insieme al pneumatico anteriore da 19”, riflettono lo spirito avventuroso che Kawasaki ha voluto donare alla piccola crossover. A questo proposito, tra gli optional sono presenti i paramani, il paramotore, i faretti di profondità a led, il cavalletto centrale, la borsa da serbatoio, il lucchetto a “U”, la presa 12V e le valigie laterali e il bauletto centrale che, come da tradizione, la casa giapponese non propone insieme.

La Kawasaki Versys-X 300 viene proposta in tre versioni, ognuna con una serie di accessori già montati: la Standard a 6.090 euro chiavi in mano, la Urban a 6.580 (con bauletto da 30 lt, paramani, cavalletto centrale e protezioni sul serbatoio) e la Adventure a 7.090 (come la Urban, ma con le valigie laterali da 17 lt ognuna, al posto del bauletto). Tutti prezzi chiavi in mano, che però “suonano” fuori mercato, visto che la mettono in diretta concorrenza con moto di maggiore cubatura più che con le “trecento”.

Ed eccoci in sella. Una cosa salta subito all'occhio, la buona abitabilità anche per i più alti, resa possibile dalla sella alta e dalla dura imbottitura della stessa, che durante tutta la prova non ha mai dato segni di cedimento. Meglio, per una volta le nostre gambe sono state comode, ben inserite negli svasi del serbatoio e discretamente distese sfruttando la distanza tra la seduta e le pedane. Buono anche il posizionamento di quest’ultime e del manubrio, che danno vita a un’ergonomia naturale, anche nella guida sulle strade bianche.

Proprio come quelle che abbiamo affrontato durante il test, tenutosi sulle strade intorno al Parco Naturale della Lessinia, sopra Verona: 85 km circa tra curve lente e veloci, qualche rettilineo dove dare sfogo al twin, più 12 km di strade bianche. Ed è all’uso in fuoristrada che concentriamo le nostre prime considerazioni. In piedi sulle pedane ci si trova subito a proprio agio e tra l’equilibrio dinamico e il peso contenuto, in sella alla piccola Versys ghiaia e buche non sono mai un problema, anzi: la moto si muove tra le gambe senza quasi farsi notare, se non per il verde della carrozzeria. La ciclistica, grazie alla buon funzionamento delle sospensioni, gestisce le asperità con disinvoltura. A tutto questo va poi aggiunto il carattere del motore: di potenza ce n’è poca, è vero, ma l’elasticità e la discreta prontezza del bicilindrico parallelo tra i 1.800 e 5.500 giri vengono in aiuto in ogni situazione.

Per sfruttarlo appieno, il bicilindrico, bisogna però tornare sull'asfalto. Rispetto allo stesso montato sulla Ninja 300, il twin della Versys-X è più veloce a salire di giri per via delle marce più corte, soluzione che regala una piacevole brillantezza ai bassi regimi (nonostante il valore della coppia massima sia leggermente più basso), godibile fino intorno ai 5.500 giri. Poi il motore si prende una pausa lunga duemila giri, per poi riprendere vigore dagli 8.000. Da qui il propulsore inizia a dare il meglio di sé, tirando fuori tutto quello che ha in corpo e strillando come un ossesso fin ben dentro alla zona rossa, sbattendo contro il limitatore posto a 13.000 giri.

Un allungo infinito reso adrenalinico dal bel sound che fuoriesce dallo scarico, che invita e invoglia a srotolare la manopola del gas a ogni cambiata, approfittando di una frizione leggera come una piuma e marce che s’infilano come proiettili una dietro l’altra. Un bel frullino, quindi, che va tenuto sempre bello vivo, alto di giri, un po’ come si faceva con i 2T di una volta, ma senza soffrire la botta di coppia improvvisa. Vietato scendere sotto gli 8.000 giri e stazionare nel range della siesta.

Anche in viaggio, ovviamente, il twin gira parecchio alto, almeno sui 10.000 giri se si vuole stare sui 130 km/h: una velocità di crociera che, a detta di Kawasaki, la Versys-X 300 può mantenere per tutti i km che si vuole, sfruttando fino in fondo l’autonomia garantita dai 17 litri del serbatoio. A proposito di chilometraggio, la "X" non beve nemmeno tanto, visto che durante il test tra le strade dei monti Lessini, il computer di bordo ha sempre indicato valori medi oscillanti tra i 21 e i 24 km/l, a seconda del tratto di strada che abbiamo affrontato.

Il buon feeling vissuto sullo sterrato lo si ritrova tutto anche su asfalto. Le quote ciclistiche parlano chiaramente di stabilità, qualità che si conferma sin dai primi curvoni affrontati a gas spalancato, senza minare minimamente l’ottima maneggevolezza. Leggera e compatta com’è, la Versys-X 300 si muove con grande facilità e pochissimo impegno fisico anche nello stretto, mentre risulta un pochino più lenta giusto nei rapidi cambi di direzione per via della ruota di grosso diametro. Per il resto, la piccola crossover di Akashi è piacevolmente progressiva nello scendere in piega, con l’avantreno che resta sempre preciso e comunicativo nonostante il pneumatico stretto, grazie anche a una forcella ben sostenuta in frenata che evita repentini trasferimenti di carico e un impianto frenante poco potente. Ecco, la frenata è di certo l’unico neo sul bel viso della Versys-X 300: l’impianto offre dosabilità, ma in quanto a pura potenza il disco anteriore ne offre poca. Mancanza che, molto probabilmente, può essere risolta utilizzando pastiglie con una mescola più aggressiva.