Ducati Supersport: doppia anima


di Andrea Padovani mercoledì, 15 febbraio 2017
Primo contatto sulle strade spagnole con la Ducati Supersport base, mentre nel test in pista sul tracciato di Monteblanco abbiamo messo alla prova la versione S. I prezzi? Si va dai 13.240 euro chiavi in mano per la versione base, ai 14.940 euro c.i.m per la "S"



La Supersport è una delle novità più importanti presentate da Ducati in questo inizio di 2017. È una moto sportiva ma che nasce per essere piacevole ed efficace tutti i giorni e non solo tra i cordoli di una pista. È sicuramente una novità importante per Ducati visto che rappresenta il ritorno in un segmento in cui negli ultimi anni non era attiva. 

La Ducati SuperSport nasce soprattutto per essere rilassante e piacevole nella guida stradale: semimanubri rialzati, sella posta a una ragionevole altezza da terra, plexiglas regolabile, buona abitabilità, motore corposo ai medi. Il motore è il Testastretta 11° di 937 cc capace di 113 CV a 9.000 giri e 96,7 Nm a 6.500. Deriva da quello installato sull’Hypermotard 939: il carter e le teste sono stati ridisegnati così come i passaggi dell’acqua. 

Il motore è alimentato da corpi farfallati di 53 mm di diametro comandati da un sistema full Ride-by-Wire. Inedito anche l’impianto di scarico. Gli intervalli di manutenzione sono previsti ogni 15.000 km o 12 mesi, mentre il controllo del gioco valvole è ogni 30.000 km. Il bicilindrico, che funge da elemento portante della ciclistica, è abbracciato superiormente da un telaio a traliccio mentre inferiormente “regge” il monobraccio impiegando anche due piastre laterali in lega leggera. 

L’elettronica di gestione della SuperSport è evoluta: ci sono tre riding mode (Sport, Touring e Urban) a cui sono collegati il Traction Control e l’ABS. Ogni parametro è comunque gestibile singolarmente. Il pannello LCD montato sulla SuperSport è inedito ed è predisposto per visualizzare le informazioni del Ducati Multimedia System (DMS), sistema elettronico che permette di connettere alla moto via bluetooth (accessorio) il proprio smartphone. I fari sono full led. 

La Dcuati SuperSport è disponibile in due versioni, standard ed “S”: quest’ultima è dotata di sospensioni Ohlins (al posto del binomio Marzocchi/Sachs), di quick-shift (che funziona sia in inserimento di marcia sia in scalata) e di guscio coprisella posteriore. 

Il nostro primo test si è svolto nel sud della Spagna, utilizzando la Supersport base su un percorso stradale e la "S" in pista, sul tracciato di Monteblanco. Purtroppo il meteo non ci ha agevolato, con pioggia e fondo bagnato in entrambi i casi.

Ciò che d'acchito colpisce di questa moto è la posizione di guida sportiva ma tutt'altro che costrittiva e affaticante. In più lo spazio in sella non manca, nemmeno per i più alti. Certo, il plexiglass, seppur regolabile, non offre una protezione esagerata, ma è un limite comprensibile e giustificato dalla tipologia di mezzo.

Davvero azzeccata la ciclistica: il bilanciamento complessivo unito alla taratura tendenzialmente morbida delle sospensioni
montate dalla Supersport standard regalano un comportamento dinamico estremamente piacevole.
Il feeling è ottimo grazie soprattutto alla forcella che permette di avere sempre sotto controllo l'avantreno, sia quando il fondo è viscido, sia in presenza di malformazioni, assorbite sempre in modo efficace. Leggermente meno "gentile" l'ammortizzatore posteriore che risulta appena più brusco sulle asperità. Nulla comunque di preoccupante. La maneggevolezza della Supersport è di buon livello ma non raggiunge quella offerta da alcune rivali più "leggere"; di contro la stabilità è a prova di bomba.

Promosso il motore bicilindrico
che permette di scendere fin a 2.500 giri anche con le marce più lunghe. Il suo funzionamento, tuttavia, inizia a farsi regolare superata la soglia dei 3.000 giri, offrendo una bella spinta - morbida e regolare - fino a 6.500 giri circa. Oltre non conviene spingersi visto che l'allungo non è da primato. Ma anche qui, nulla di cui rammaricarsi vista la tipologia di moto, destinata alla strada e non certo alla pista.
Già, la pista.

Il tracciato di Monteblanco è stato il teatro del test della Supersport S, un test "bagnato" che ha richiesto l'uso di pneumatici Rain. Che ci si creda o meno, anche in queste condizioni la sportiva stradale Ducati ha saputo convincere, risultando tanto divertente quanto sicura. La grande scorrevolezza delle sospensioni unita alla citata stabilità in curva hanno permesso di affrontare l'asfalto bagnato con sicurezza, con il risultato che la moto oltre che essere complessivamente efficace è risultata anche molto divertente. Ci ha sorpreso soprattutto l'impianto frenante usato in modalità "stradale", con l'ABS che controlla entrambe le ruote: anche così, mai un allungo, mai una sbavatura, nemmeno nelle staccate più decise. Come dire... anche se usata in pista, la Supersport sa il fatto suo. Certo, il quick-shift offerto di serie (nella versione base è optional) in condizioni limite non sempre è parso perfetto e puntuale, ma ancora una volta va ribadito che la moto non nasce per fare il tempo sul giro. Anzi...

Ultima nota per quanto riguarda i prezzi. Si va dai 13.240 euro chiavi in mano per la versione base ai 14.940 euro
c.i.m per la “S”.